Mercoledì 6 maggio 2026 – Si è svolto nella serata di ieri, 5 maggio, nella sede del Circolo culturale “La Scaletta”, un incontro di approfondimento sui contenuti del nuovo PSR, promosso dal responsabile del gruppo di lavoro economico-sociale del Circolo, Paolo Emilio Stasi, con la partecipazione dei consiglieri regionali Piero Lacorazza (Pd) e Roberto Cifarelli (Misto).
In sala anche il presidente dell’Ordine dei Medici della provincia di Matera, Franco Dimona, ed il presidente del Circolo Francesco Paolo Di Pede. Presenti, in rappresentanza del Comitato civico Pro Ospedale Madonna delle Grazie, alcune pazienti oncologiche, che hanno portato la voce di chi teme le conseguenze concrete della riorganizzazione in atto: in primo piano, la chiusura della chirurgia senologica dell’ospedale materano.
Un Piano ambizioso, ma ancora incompleto
A introdurre i lavori è stato Angelo Andriulli, socio del Circolo e primario emerito di Gastroenterologia della Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo.
«Il Piano traccia una cornice strategica ambiziosa», ha riconosciuto, «ma la vera sfida sarà tradurre gli obiettivi in interventi concreti e misurabili, capaci di restituire fiducia ai cittadini. I
Il Psr punta con decisione sulla prevenzione come pilastro di un buon governo della salute — un principio condivisibile, su cui siamo tutti d’accordo.
Ma prevenire non basta se non si sa dove andare quando ci si ammala. Il Piano tace completamente sulla riorganizzazione della rete ospedaliera e su come orientare il cittadino nel momento del bisogno. Un’impostazione che rischia di restare sulla carta: senza una governance sanitaria più forte, capace di misurare davvero le performance delle strutture, anche gli obiettivi più ambiziosi sulla prevenzione difficilmente potranno tradursi in risultati concreti per i lucani”.
Il capogruppo dem in Consiglio regionale, Piero Lacorazza, ha usato toni netti: «I dati Agenas e Gimbe continuano a fotografare una situazione preoccupante, accompagnata da un deficit strutturale del bilancio sanitario, dall’elevata mobilità passiva e dal crescente numero di lucani che rinunciano alle cure.
Gli obiettivi del Piano sono scontati nei principi, ma non è chiaro, nelle condizione data, come sul operativo dovranno essere conseguiti». L
acorazza ha segnalato l’indebolimento del ruolo della pianificazione e della programmazione a scapito del maggior peso della gestione delle aziende sanitarie e ospedalieri. E così soffre e rischia di saltare – ha concluso – l’armatura sociale, la continuità assistenziale e la medicina territoriale precondizioni per avere un sistema sanitario equilibrato ed adeguato a fornire risposte ad una domanda di salute diversificata e complessa”.
Il caso senologia divide la regione
Il tema che ha acceso maggiormente il dibattito è la riorganizzazione della rete oncologica e, in particolare, la soppressione del servizio di chirurgia senologica all’ospedale Madonna delle Grazie di Matera.
Una scelta che unanimemente non è stata condivisa: «Concentrare le Breast Unit solo nell’area nord della regione, a Potenza e a Rionero — ha detto il presidente del circolo La Scaletta, Francesco Paolo Di Pede – significa privare di tutela oncologica di prossimità l’intera popolazione del materano e della Basilicata meridionale. Senza trasporti adeguati e infrastrutture efficienti, l’unico risultato sarà un aumento della migrazione sanitaria verso la Puglia».
A raccogliere l’appello è stato il consigliere regionale Roberto Cifarelli, presidente della Seconda Commissione consiliare permanente, che ha chiesto che il confronto approdi quanto prima nelle sedi istituzionali competenti: «È necessario convocare urgentemente e mi prendo l’incarico di chiederlo ufficialmente al Presidente Nicola Morea, una seduta della Quarta Commissione consiliare con il comitato civico, l’assessore regionale alla Salute e il direttore generale dell’ASM, Maurizio Friolo. Il futuro di un presidio così importante per la salute delle donne non può restare nell’incertezza. Le istanze di oltre 13.500 cittadini meritano rispetto e risposte chiare».
La “questione Basilicata”
A chiudere il cerchio, Paolo Emilio Stasi che ha rilanciato una riflessione più ampia: «È indispensabile che la Basilicata metta da parte i campanilismi e ragioni su un sistema sanitario davvero efficiente, centrato sui bisogni reali dei cittadini e sulle sfide dell’invecchiamento e dello spopolamento. Occorre aprire una vera discussione sulla questione Basilicata, per indicare un percorso credibile verso il futuro».
Il confronto, avviato da La Scaletta, è destinato a proseguire.

