Sabato 31 gennaio 2026 – “La notizia del tentato suicidio avvenuto il 28 gennaio nella Casa Circondariale di Potenza scuote profondamente le coscienze e impone una riflessione che non può lasciarci indifferenti.
Quando una persona privata della libertà arriva a desiderare la fine della propria vita, siamo davanti a un dolore silenzioso che interpella tutti noi”.
Lo afferma la garante delle vittime di reato, salute e anziani, Tiziana Silletti, (foto di copertina) evidenziando che: “Oggi, però, accanto allo sgomento, vi è anche la consapevolezza che una tragedia è stata evitata.
Il tempestivo intervento di un assistente della Polizia Penitenziaria, sostenuto dai colleghi prontamente accorsi, ha trasformato quello che poteva essere un dramma irreparabile in una storia di vita salvata.
A loro va il mio più profondo e sincero ringraziamento: nel loro gesto vi è il senso più autentico dello Stato che protegge, che vigila, che non abbandona”.
“Ma non possiamo fermarci al sollievo. Ogni tentativo di suicidio – sottolinea la Garante – è una ferita che attraversa il sistema penitenziario e ci ricorda quanto fragile possa essere l’equilibrio umano dietro le sbarre.
Il carcere non deve mai diventare un luogo in cui la speranza si spegne, né uno spazio in cui la sofferenza resta invisibile.
Come Garante dei detenuti della Regione Basilicata ribadisco fortemente che la tutela della vita e della dignità della persona deve restare la nostra stella polare.
È necessario rafforzare l’ascolto, intensificare la prevenzione del disagio, potenziare il supporto psicologico e garantire condizioni che permettano a ogni individuo di non sentirsi solo nel momento più buio”.
“Questo episodio – continua Silletti – richiama anche l’attenzione sulle difficoltà in cui opera quotidianamente la Polizia Penitenziaria, troppo spesso chiamata a gestire situazioni di estrema complessità con risorse limitate.
Prendersi cura di chi è affidato allo Stato significa anche prendersi cura di chi quello Stato lo rappresenta ogni giorno, con professionalità e umanità. Una vita salvata non è solo una buona notizia: è un monito, una responsabilità collettiva, un invito a fare di più. Perché il grado di civiltà di una comunità si misura anche dalla capacità di proteggere i più fragili, soprattutto quando non hanno più voce”.
“Continuerò a seguire con la massima attenzione quanto accade negli istituti penitenziari lucani, rinnovando – conclude Silletti – la piena disponibilità dell’Ufficio del Garante a collaborare affinché nessuno venga lasciato solo e affinché, anche dietro le sbarre, possa continuare ad esistere uno spazio per la speranza”.

