Venerdì 11 ottobre 2024 – La “buona istruzione”: un auspicio considerando che la realtà ci consegna una situazione diversificata tra regione e regione.
In una nota di Luana Franchini Segretaria Cisl Basilicata e Loredana Fabrizio Segretaria Generale Cisl Scuola Basilicata l’analisi della realtà in Basilicata.
La disuguaglianza tra nord e sud del Paese inizia da piccoli, nel livello e nella qualità di accesso al sistema di istruzione e prosegue poi fino a diventare una disuguaglianza di cittadinanza nell’accesso a tutti i servizi.
Il diritto a una buona istruzione così come il diritto a essere ben curati se ammalati, si stanno sempre più trasformando da diritti sanciti nella Costituzione, quindi universali, a diritti legati al reddito e alla residenza.
Occorre iniziare dalla scuola e che questa sia sempre più aperta, pensiamo al tempo pieno e al servizio mensa che nei fatti è negato alla maggioranza dei bambini lucani (48,8%), sempre più diffusa sul territorio, pensiamo alla scarsa presenza di asili nido, meno della media italiana, ed integrata con la comunità, pensiamo ad esempio a patti educativi di comunità finanziati dal Miur per combattere la povertà educativa.
I Patti Educativi di Comunità – sostengono Luana e Fabrizio – servono a promuovere un’offerta educativa integrata pubblico/privato che coinvolga i principali stakeholder del sistema istruzione (Scuole, Enti Locali, Università, Centri di Formazione Professionale, Enti Culturali, Mondo del Lavoro, Terzo Settore, Impresa Sociale, ecc.) in uno scambio continuo tra scuola, territorio e società civile.
Questi patti rappresentano davvero una bella sfida per la Basilicata che ha necessità di mettersi insieme e fare rete.
Le previsioni del Ministero della Pubblica Istruzione e del merito sul tasso di diminuzione della popolazione scolastica, nella fascia di età 3-18 anni nei prossimi dieci anni 2023 -2034, per la Basilicata sono di passare da un popolazione scolastica di 69998 nel 2023 ad una di 55570 nel 2034: una riduzione del 20 per cento, un bambino su cinque.
La riduzione della popolazione scolastica riguarda tutte le regioni, ma in maniera più accentuata il meridione dove negli ultimi 10 anni sono state chiuse quasi il 70 per cento di tutte le scuole chiuse ossia 1700 su 2600.
Nei prossimi 5 anni si prevede di chiudere altre 1200 scuole ed anche in questo caso la maggior parte riguarderà il Sud.
Ricordiamo che nel periodo 2014 – 2022 la Basilicata ha visto già ridurre la sua popolazione del 6 per cento valore più alto nella tendenza rispetto alle altre regioni e secondo solo al Molise che ha perso il 7 per cento dei suoi abitanti.
Rispetto alla distribuzione regionale delle piccole scuole con pluriclassi e la loro incidenza sul totale delle piccole scuole per regione, abbiamo che in Basilicata ci sono 45 piccole scuole primarie con pluriclasse , 14 piccole scuole secondarie di I grado per un totale di 59 con una incidenza delle piccole scuole con pluriclassi sul totale delle piccole scuole, ossia il peso all’interno della popolazione regionale delle piccole scuole, è pari al (28,1%), collocando la Basilicata al primo posto seguita dal Piemonte con il (26,1%), la media italiana è la metà ossia il 14%. la Basilicata dopo il Molise svetta per numero di piccole scuole in comuni a basso grado di urbanizzazione, l’87,8% delle piccole scuole lucane è collocata in queste aree, il Molise per il 95% Per l’attuazione alla riorganizzazione del Sistema scolastico prevista nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), a decorrere dall’anno scolastico 2024/2025, i criteri per la definizione del contingente organico dei Dirigenti Scolastici (DS) e dei Direttori dei Servizi Generali ed Amministrativi (DSGA) e la sua distribuzione tra le Regioni sono definiti – su base triennale, con eventuali aggiornamenti annuali – con decreto del Ministro dell’Istruzione e del Merito, di concerto con il Ministro dell’Economia e delle Finanze.
Definizione del contingente organico dei Dirigenti Scolastici (DS) e dei Direttori dei Servizi Generali ed Amministrativi (DSGA) decreto n. 127 del 2023
| regione | Anno scolastico 2024/2025 | Anno scolastico 2025/2026 | Anno scolastico 2026/2027 |
| Basilicata | 84 | 83 | 82 |
La Basilicata nell’ arco del triennio perderà un componente all’ anno del suo contingente di organico.
La riduzione della popolazione residente ed il suo progressivo invecchiamento ha ricadute ovviamente sul sistema scolastico implicando una diminuzione delle classi e quindi dei docenti e del personale addetto.
Le Regioni provvedono autonomamente al dimensionamento della rete scolastica entro il 30 novembre di ogni anno, nei limiti del contingente individuato dal decreto, ferma restando la necessità di salvaguardare le specificità delle istituzioni scolastiche situate nei comuni montani, nelle piccole isole e nelle aree geografiche con specificità linguistiche.
Occorre vigilare affinché che questa progressiva riduzione di autonomie scolastiche, che si traduce in autonomie scolastiche più ampie, non colpisca i territori più piccoli e più fragili con il rischio – concludono Franchini e Fabrizio – di far venir meno punti essenziali di riferimento sul territorio e andando così ad acuire le distanze fra le zone più disagiate e i servizi essenziali, con rischio evidente di ulteriore spopolamento ad esempio nei territori delle aree interne, cosa che la Basilicata non può più permettersi visto il suo essere strutturalmente una grande area interna, e deve pertanto insieme ai sindacati e agli stakeholder del sistema istruzione (Scuole, Enti Locali, Università, Centri di Formazione Professionale, Enti Culturali, Mondo del Lavoro, Terzo Settore, Impresa Sociale, ecc.) proteggere e difendere questa specificità attraverso la richiesta di deroghe al fine di salvaguardare il diritto costituzionale dei lucani ad una buona istruzione.

