E’ ormai una consolidata certezza che trova conferma anche in questo 2026, a Ferragosto gli agriturismi lucani fanno registrare il tutto esaurito. A tracciare il quadro è Turismo Verde della Cia Basilicata, secondo cui “da almeno un paio di giorni le aziende agrituristiche hanno chiuso le prenotazioni”, con pochissimi posti ancora disponibili. A trainare la domanda è soprattutto il tradizionale pasto della cucina contadina, una formula che continua a conquistare famiglie, gruppi e visitatori alla ricerca di autenticità, prodotti locali e convivialità. I prezzi oscillano mediamente tra 40 e 65 euro a persona, con il numero maggiore delle strutture posizionato sulla fascia dei 40 euro per il menù fisso. Una proposta che comprende generalmente antipasti – anche una decina di portate – due primi piatti con pasta rigorosamente fatta in casa, la tradizionale grigliata di carne mista, contorni, frutta e dolce della casa. Il valore aggiunto di questa proposta rimane la possibilità di unire la cucina contadina all’esperienza del territorio,In Basilicata sono 222 le aziende agrituristiche censite, delle quali 190 offrono anche servizi di ospitalità, per complessivi 2.377 posti letto.
La distribuzione territoriale racconta il legame particolarmente stretto tra agriturismo e paesaggio lucano. La montagna concentra il numero maggiore di strutture, con 109 agriturismi, mentre nelle aree collinari se ne contano 79 e in pianura 34
La diversificazione rappresenta ormai una delle caratteristiche principali dell’offerta. Sono 55 le aziende che propongono attività di fattoria didattica, 54 quelle che offrono osservazione naturalistica e 50 quelle che organizzano trekking. Le escursioni sono presenti in 46 strutture, l’equitazione in 43, mentre 49 agriturismi propongono percorsi in bicicletta.
In questo quadro generale è stata accettata e vita la sfida della multifunzionalità con un sistema capillare di vendita diretta con oltre 26 mila strutture ricettive in Italia attive e circa 260 mila aziende agricole che vendono direttamente le proprie materie prime tra mercati, botteghe e punti vendita aziendali.


