A cavallo tra gli anni ’80 e 90’ era un luogo dove natura e cultura convivono in perfetto equilibrio, un polmone verde a due passi da Potenza vera attrazione soprattutto per i bambini che potevano trovare nell’Oasi del WWF del lago del Pantano una riserva ricca di flora e fauna. Con il tempo poi è cambiata la titolarità dell’area, sono intervenute questioni di gestione fino al definitivo abbandono e perimento dello spazio. Ma c’è finalmente uno spiraglio per la riqualificazione dopo che la Giunta regionale ha deliberato l’acquisto dal Consorzio Asi (ente ormai in liquidazione coatta amministrativa) dell’ex complesso “Oasi WWF” situato nella riserva regionale del Lago Pantano di Pignola, che diventa di diritto nel patrimonio indisponibile della Regione Basilicata.
L’operazione, dal valore di 298 mila euro, rientra nel progetto strategico “Azioni di conservazione e valorizzazione degli ambienti acquatici e ripariali”.
Il provvedimento è stato definito dall’assessore regionale all’ambiente Laura Mongiello “il coronamento di un impegno politico preciso che mette al centro la tutela del nostro capitale naturale, alla comunità un’area simbolo della biodiversità lucana, sottraendola a logiche di speculazione e inserendola stabilmente in un percorso pubblico di salvaguardia e valorizzazione”.
“Il nostro obiettivo immediato – ha proseguito Mongiello – è definire un piano di rilancio per la struttura che integri il monitoraggio ambientale, l’educazione alla sostenibilità e il turismo green, in sinergia con il Comune di Pignola e le associazioni del territo”. Formalmente manca solo il rogito notarile che affida le fasi successive alla struttura tecnica regionale dell’Ufficio Parchi e Biodiversità. Il primo su tutti ad accogliere con soddisfazione la notizia è stato il sindaco di Pignola, Antonio De Luca che ha però sottolineato come ora sia “necessario aprire rapidamente una nuova fase, caratterizzata da una programmazione condivisa tra Regione Basilicata, Provincia di Potenza e Comune di Pignola, capace di coordinare tutti gli interventi già previsti nell’area e valorizzare gli investimenti pubblici già programmati”.
Infatti per la riqualificazione dell’Oasi e nello specifico dell’ex centro visite e l’abbattimento di una parte della recinzione erano state finanziate circa cinque anni fa risorse per 350 mila euro, bisognerà dunque vedere se a distanza di tanto tempo questa somma sia sufficiente per realizzare gli stessi lavori o se a causa dell’aumentare del prezzo di materiali e manodopera non ne servano di ulteriori. L’auspicio di tutti è che ora le pratiche siano più celeri.


