Sabato 18 luglio 2026 – Siamo ormai oltre la metà del mese di luglio e non ci sono ancora notizie sulla data di apertura del Centro di accoglienza per lavoratori stagionali di Palazzo San Gervasio.
Lo stesso vale per il mini Centro di accoglienza del Metapontino, regolarmente approvato e
appaltato nel 2024 alla Cooperativa Mimosa, dotato di 50 posti letto e dei relativi servizi,
prima previsto a Valsinni,poi spostato a Montalbano e con grave ritardo allestito in tre
appartamenti nel centro storico di Tursi.
A denunciarlo è Pietro Simonetti del Cseres che aggiunge.
La gestione del Centro di Palazzo San Gervasio è stata affidata dalla Regione Basilicata, per
un periodo di quattro anni, all’ARCI, con una clausola che ne prevede il funzionamento dal
mese di luglio fino a ottobre di ogni anno.
Ad oggi, tuttavia, – precisa Simonetti – non esistono date certe per l’apertura della struttura né per l’attivazionedei servizi.
Alcuni nuclei di lavoratori migranti sono già presenti nell’area del Bradano, mentre nel Metapontino continuano gli sgomberi degli stagionali costretti a vivere in tuguri, insediamenti di fortuna e sotto i ponti, senza poter usufruire del centro di accoglienza appaltato ormai da anni e mai aperto.
Questa situazione – prosegue Simonetti – rappresenta l’ennesima conseguenza dei ritardi e delle criticità che hanno caratterizzato l’attuazione dei progetti Su.Pr.Eme., programma che in pochi anni ha gestito
in Basilicata circa 7 milioni di euro in buona parte per eventi,conferenze,formazione,consulenze,mediazione culturale,assistnza tecnica e apparati di gestione,interveti de ristrutturazione,poli sociali immaginari.
Nel frattempo è stata ufficializzata, senza particolari spiegazioni pubbliche, la perdita dei
finanziamenti del PON Legalità destinati al completamento dell’ex Città della Pace di Scanzano Jonico, struttura già realizzata per circa il 70% grazie a un precedente finanziamento regionale.
Il complesso era stato riconvertito in centro di accoglienza per lavoratori migranti
stagionali sulla base di un’intesa tra Regione Basilicata, Comune di Scanzano Jonico e
Ministero dell’Interno.
Ad oggi non risultano decisioni operative neppure dopo le due tragedie che hanno
provocato la morte di otto lavoratori migranti impiegati nelle campagne del Metapontino.
Tutte situazioni che reclamano un immediata valutazione e interventi degli organi nazionali e
locali di controllo delle gestioni finaziarie e deel verifiche delle ommissioni e resistenze per la macata attuazione dei procedimenti amministativi proposti e approvati a livello nazionale a partire dagli impgni assunti ni tavoli prefetizzi e nel Piano nazionale anticaporalato.
Si tratta anche di recuperare i finanziamenti per il copletamento della struttura di Scanzano secondo gli impegni ribaditi dagli Uffici regionali in sede di audizione in Consiglio Regionale e di provvedere a realizzare i Centri di Boreano e Gaudiano.
La Regione nei giorni scorsi – ricorda Simonetti – ha approvato una delibera con una posta finanziaria di 3,7
milioni per “rifunzializzazione” del centro di Palazzo senza coinvogere gli organismi
preposti per legge e l’indicazione dei contenuti progettuali,il nmero di posti e servizi e la
tempistica. in un sito gia’interessato pre cedentemente da diversi interventi di bonifica e
ristrutturazione.Per il completamento del Centro di Scanzano nulla:le stragi e gli sgomberi
possono continuare.
In questo quadro sorprende anche il ruolo svolto dalle parti sociali e da gran parte del
mondo del terzo, oggi quasi completamente silenti, salvo isolati comunicati ed eventi, a
differenza di quanto avveniva negli anni passati, quando il confronto pubblico e la
mobilitazione a tutela dei diritti dei lavoratori migranti erano costanti, partecipati e incisivi.
Di fronte a una situazione che continua a riproporre emergenze, ritardi e tragedie, appare
quanto mai necessario recuperare quel protagonismo civile e sociale che per anni ha
rappresentato un elemento fondamentale nella difesa dei diritti, della legalità e della dignità
del lavoro.
Di fronte alle tragedie degli ultimi mesi e alle persistenti condizioni Servono decisioni rapide,
traspa- concòlude Simonetti – renza amministrativa e il pieno utilizzo delle risorse disponibili per garantire
accoglienza dignitosa e inclusione, legalità e contrasto al caporalato a circa 50 mila lavoratori migranti residenti e non che ogni sostegono i coprrti economici lucani ed il sistema scolastico.


