Giovedì 7 maggio 2026 – Il Consigliere regionale di Azione Nicola Massimo Morea (foto di copertina) interviene con fermezza sul ritorno del dibattito relativo alla possibile realizzazione del deposito unico nazionale delle scorie nucleari tra Puglia e Basilicata.
“La guardia su questo tema non si è mai abbassata – dichiara Morea –. Purtroppo, ciclicamente torna l’ipotesi di localizzare tra Puglia e Basilicata il deposito nazionale delle scorie radioattive. Una prospettiva che respingiamo con decisione. La nostra terra paga già un prezzo altissimo al sistema energetico nazionale, tra estrazioni e infrastrutture: non è accettabile immaginare ulteriori sacrifici a carico delle nostre comunità”.
“Abbiamo lottato duramente in passato su questi temi – prosegue – e continuiamo, e continueremo, a farlo in ogni sede istituzionale e politica. La nostra contrarietà al deposito è chiara, netta e non negoziabile. Anche la Regione Basilicata ha già espresso la propria decisa contrarietà in merito”.
Il consigliere sottolinea inoltre come il confronto istituzionale non possa prescindere dal coinvolgimento di tutti i livelli rappresentativi: “Sarebbe stato importante rappresentare questa posizione anche in Consiglio provinciale, nel corso della riunione del 5 maggio scorso, in qualità di consigliere regionale. Peccato non essere stati coinvolti. Un’occasione mancata per un confronto più ampio e trasparente su una questione che riguarda direttamente i territori e i cittadini”.
Morea ricorda anche l’impegno profuso negli anni precedenti: “Nel 2021, da Sindaco, ho fortemente voluto che il Comune di Irsina fosse parte del Seminario Nazionale sul Deposito delle Scorie Radioattive, uno dei passaggi previsti per l’individuazione del sito nazionale. Già in quella sede abbiamo espresso con chiarezza le nostre preoccupazioni e la nostra contrarietà”.
“Non va dimenticata – aggiunge – la grande mobilitazione popolare che si è registrata nello stesso anno, con la petizione promossa dall’allora vicesindaco di Irsina, Gaetano Garzone, che raccolse oltre 50mila firme. E, naturalmente, la storica marcia del 2003 a Scanzano Jonico. Segnali forti e inequivocabili della volontà dei cittadini”.
“Continueremo a vigilare – conclude Morea – affinché il nostro territorio non venga individuato come sede del deposito nazionale. Difendere la Basilicata significa tutelarne l’ambiente, la salute dei cittadini e le prospettive di sviluppo sostenibile”.

