La Basilicata tra polo strategico energetico e gestione degli impianti di energia rinnovabile. Mentre le convergenze internazionali focalizzano il dibattito italiano sulla possibilità di effettuare nuovi investimenti sul fossile per contrastare il rincaro sui prezzi del greggio causati dal conflitto in Medio oriente, la Basilicata occupa un ruolo da protagonista nazionale in entrambi questi fronti. Da regione sul cui territorio insiste il più grande giacimento su terraferma d’Europa, il riferimento è al centro Eni in Val d’Agri, alle ulteriori possibilità concesse dal fotovoltaico e dall’eolico.
Proprio su questo punto si sta consumando un confronto che vede al centro il giudizio positivo di compatibilità del Consiglio dei ministri su sette progetti da realizzare in Basilicata, tra impianti eolici e agrivoltaici. “Il dibattito di questi giorni sulla diffusione degli impianti da fonti rinnovabili merita un’operazione di verità che sgomberi il campo da ricostruzioni parziali o fuorvianti” ha spiegato l’assessore regionale all’ambiente Laura Mongiello. Il riferimento sulle ‘aree cosiddette non idonee’: “Esiste un principio di legge al quale non si puó derogare – ha spiegato l’assessore – la qualificazione di un’area come non idonea, secondo la norma, non puó rappresentare, purtroppo, un divieto assoluto. Significa, invece, che in quelle zone il rigore della valutazione deve essere massimo.

