Nessun passo in avanti sulla vertenza Smart Paper dopo il cambio di appalto relativo alla commessa che l’azienda gestisce per conto di Enel e che ora è passata ad Accenture e Datacontact.
I temi che da mesi interessano i lavoratori sono il cambio di sede, con la chiusura di quella attuale a Tito scalo, il salario, ma soprattutto il futuro occupazione di circa 400 dipendenti che potrebbero non rientrare nella commessa.
Dopo l’ultimo tavolo ad alta tensione con l’assessore allo sviluppo economico Franco Cupparo e i sindacati, le parti si erano aggiornate, ma i progressi auspicati non hanno soddisfatto le aspettative dei lavoratori.
Dall’Enel e dalle nuove aziende appaltanti è arrivata una rassicurazione sulla verifica relativa al perimetro delle risorse in eccesso interessate dal nuovo appalto che – ha spiegato Andrea Polli di Enel – sono esigue. Frase che nella sua vaghezza non ha sortito l’effetto sperato, alimentando le incertezze dei dipendenti.
Prevista la proroga per un altro mese più tre della commessa in favore di smart nelle more della risoluzione della vertenza che intanto si sposta sui tavoli romani con il capogruppo in consiglio regionale di Fratelli d’Italia, incaricato di rappresentare la Regione durante un incontro presso il Mimit.
Smart Paper che intanto ha disdetto il contratto di locazione a Tito scalo ha spiegato che nei prossimi mesi i dipendenti potranno lavorare nell’altro plesso di Sant’Angelo Le fratte.

