Lucani poco “sensibili” verso l’attività fisica: firmato protocollo tra Regione e Uisp

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Un protocollo finalizzato alla promozione dell’attività fisica – in applicazione del Piano regionale della Prevenzione (Prp) 2014-2018 – è stato siglato oggi, a Potenza, nella sala Verrastro del palazzo della giunta regionale, dai rappresentanti della Regione Basilicata e del comitato regionale dell’Unione Italiana Sport Per Tutti (Uisp). Prima della firma, si è tenuta  una conferenza stampa per presentare il progetto.

Sono intervenuti all’incontro con i giornalisti, la vicepresidente della giunta regionale, Flavia Franconi, il vicepresidente del Consiglio regionale, Michele Napoli, il dirigente del Dipartimento alle Politiche della Persona, Donato Pafundi, la dirigente dell’Ufficio Prevenzione primaria, Gabriella Cauzillo, la referente regionale del programma “Guadagnare salute”, Mariangela Mininni ed il presidente regionale Uisp Basilicata, Michele Di Gioia. Il protocollo rientra nell’ambito del programma nazionale “Guadagnare Salute”, approvato con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri del 4 maggio 2017 e finalizzato a facilitare scelte di vita salutari nella popolazione.

“Nella Basilicata – ha commentato la vicepresidente dell’esecutivo lucano, Flavia Franconi – si ha ancora una scarsa sensibilità verso l’attività fisica: l’attenzione allo sport è uno degli stili di vita che dobbiamo promuovere in tutti i modi. I cattivi stili di vita, fra cui rientrano anche il consumo di alcol e di tabacco, costituiscono causa di mortalità per il 70 per cento. Ecco perché, anche se è difficile, bisogna modificare le nostre abitudini attraverso una rivoluzione culturale che metta al centro la necessita di seguire una vita più salubre. Cambiare – ha aggiunto la Franconi – è possibile, ma solo se raggiungiamo la sapienza. Questo protocollo è sicuramente un modo importante per riuscirci. Siamo i primi come regione nello screening e nelle vaccinazioni: ed ora, quelle energie dedicate a migliorare le performance in altri tipi di prevenzione dobbiamo impiegarle per modificare gli stili di vita. Il protocollo firmato con la Uisp è un buon passo in avanti in questo senso”.

“La Basilicata – ha sottolineato il vicepresidente del Consiglio regionale, Michele Napoli – è la prima ed unica regione del Sud Italia a procedere alla sottoscrizione del protocollo di intesa con l’Uisp, per la promozione dei sani e corretti stili di vita. Ad oggi lo hanno fatto soltanto poche regioni, tutte centro-settentrionali: Toscana, Marche, Umbria, Sardegna, Friuli Venezia Giulia, Veneto ed Emilia Romagna”. L’intento, secondo Napoli, è quello di   “invertire di invertire una tendenza negativa che vede la Basilicata, secondo l’ultimo rapporto ultimo Meridiano sulla Sanità 2017 che misura le performance dei sistemi sanitari regionali, avere il tasso di sedentarietà maggiore, pari al 71 per cento, mentre nella provincia autonoma di Trento, da prendere ad esempio e come riferimento, si raggiunge appena il 9,8 per cento”. Per quanto riguarda gli indici “dello stato di salute della popolazione e del mantenimento dello stato di salute” la Basilicata “in entrambi i casi, resta al di sotto del valore medio italiano. Ormai numerose ricerche – ha detto ancora – hanno dimostrato che non svolgere attività fisica in maniera costante ci espone ad un maggior rischio di sviluppare malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, demenza e alcuni tipi di tumori tra cui colon-retto, seno e prostata. Muoversi è fondamentale a qualunque età perché l’attività fisica facilita anche il mantenimento dell’autonomia funzionale”.

Di “traguardo importante” ha parlato anche il presidente regionale della Uisp, Michele Di Gioia, secondo il quale “la sedentarietà è una delle piaghe della Basilicata”. “Favorire l’attività fisica – ha proseguito – significa invertire una tendenza preoccupante. Lo sport non è solo agonismo. E’ il futuro della nostra regione ad essere in ballo, dal momento che stili di vita sbagliati portano all’insorgere di patologie. Ecco perché è importante provare a dare un segnale di cambiamento insieme ad attori istituzionali, associazioni, scuole e cittadini”.