Radioterapia al San Carlo di Potenza, nessun pericolo per i pazienti

Se dall'inchiesta si dovessero configurare eventuali elementi di reato, l'Azienda Ospedale San Carlo si riterrebbe parte lesa ritenendo di aver svolto le procedure di affidamento e la successiva fase contrattuale nel pieno rispetto della normativa vigente

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Sulla vicenda della Radioterapia dell’A.O.R. “San Carlo” emersa nei giorni scorsi sugli organi di stampa e relativa all’indagine della Procura sul bando di gara relativo all’acquisto dell’acceleratore lineare, l’Azienda comunica che non vi è alcun pericolo per i pazienti.

“I trattamenti sono assolutamente adeguati, corrispondenti alle linee guida e frutto di decisioni collegiali tra diversi specialisti”, ha dichiarato il direttore del Dipartimento oncologico, dottor Domenico Bilancia.
“Tutti i pazienti che si sono sottoposti ai trattamenti o che sono in trattamento – ha aggiunto – possono stare assolutamente tranquilli sulla qualità e sulla sicurezza delle cure”, ha concluso Bilancia.

“L’apparecchiatura è assolutamente performante”, ha dichiarato il dottor Luigi Tomio, responsabile della Radioterapia del San Carlo. “L’acceleratore lineare, in uso presso la nostra Azienda, è attualmente adoperato in moltissimi Centri italiani oltre che al CROB di Rionero – ha aggiunto – Un’apparecchiatura in grado di eseguire, secondo l’AIRO, l’Associazione Italiana Radioterapisti Oncologici, trattamenti altamente tecnologici e all’avanguardia”, ha concluso il dottor Tomio.

“Il Clinac IX, prodotto dalla ditta Varian, è un acceleratore lineare tutt’oggi presente sul mercato, utilizzato attualmente in altri Centri oncologici nazionali”, ha dichiarato il dottor Michele Mazziotta, Fisico sanitario del San Carlo. “La macchina è in grado di effettuare tutte le tecniche per le quali è stato acquistata ed è rispondente a tutti i requisiti richiesti”, ha concluso.

Sulla vicenda l’Azienda informa di aver consegnato agli organi inquirenti la documentazione necessaria per la verifica del caso.

Ove si dovessero configurare eventuali elementi di reato, l’Azienda si riterrebbe parte lesa ritenendo di aver svolto le procedure di affidamento e la successiva fase contrattuale nel pieno rispetto della normativa vigente.