Inchiesta petrolio, udienza oggi in tribunale a Potenza

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E’ il processo dell’anno quello che inizia oggi in tribunale a Potenza e conclude una inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza divisa in due filoni.
Il primo ha riguardato il presunto traffico illecito di rifiuti pericolosi dal Centro Olio di Viggiano a Tecnoparco, che portò al sequestro degli impianti, e all’arresto, fra gli altri, di dirigenti e tecnici dell’Eni (Roberta Angelini, Vincenzo Lisandrelli, Antonio Cirelli, Luca Bagatti e Nicola Allegro). Secondo quanto emerge dall’indagine dei carabinieri del Noe, avrebbero alterato i codici dei rifiuti, provenienti dall’attività estrattiva e trasferiti negli impianti di Tecnoparco in Val Basento per essere smaltiti.

In questo filone, tra gli indagati anche i dirigenti regionali Donato Viggiano e Salvatore Lambiase, quest’ultimo in pensione; gli ex direttori dell’Arpab Aldo Schiassi e Raffaele Sebastiano Vita e i dirigenti dell’azienda Bruno Bove e Rocco Masotti.  Per quanto riguarda le società, a giudizio anche la stessa Eni e Tecnoparco.

L’impianto di Tempa Rossa

L’altro filone riguarda i rapporti tra la Total ed amministratori del Comune di Corleto Perticara ed alcuni imprenditori nell’ambito della costruzione del centro olio di Tempa Rossa. Tra gli indagati, l’ex sindaco Rosaria Vicino.
Per la cronaca, quest’inchiesta portò alle dimissioni del ministro dello Sviluppo Economico, Federica Guidi, dopo che fu intercettata una telefonata con la quale informava il compagno, Gianluca Gemelli, dell’approvazione di un emendamento che avrebbe favorito la Total con la quale Gemelli aveva rapporti do lavoro.

Claudio De calzi, amministratore delegato Eni,

Complessivamente quarantasette persone e dieci società che dovranno rispondere a vario titolo dei reati contestati dalla pubblica accusa.
L’udienza di oggi potrebbe chiudersi con un rinvio in considerazione del fatto che, relativamente al filone Eni, dall’udienza preliminare ad oggi altri elementi sono stati acquisiti dai magistrati riguardanti la chiusura del pozzo di reiniezione Costa Molina 2 dopo che l’Arpab ha riscontrato presenza di ammine (la Regione ha disposto la chiusura, provvedimento contro il quale l’Eni ha fatto ricorso al Tar); i risultati della Vis, la Valutazione d’Impatto Sanitario commissionata dai Comuni di Viggiano e Grumento Nova – il coordinatore dello studio, il prof. Fabrizio Bianchi, è stato ascoltato dai magistrati-. Infine la relazione-denuncia dell’ex responsabile del Centro Olio l’ing. Gianluca Griffa, suicidatosi a marzo del 2016 (vedi articolo).

L’ing. Gianluca Griffa in un’immagine pubblicata durante la sua scomparsa.

Per quanto riguarda l’inchiesta sul traffico illecito di rifiuti pericolosi dal Cova a Tecnoparco, il Comune di Pisticci ha deciso di costituirsi parte civile.
In occasione del processo, stamane davanti al tribunale previsto un sit-in di associazioni ambientaliste.