I rischi e i benefici del sole: intervista al dott. Francesco Ricciuti

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Con l’arrivo del bel tempo ci si espone maggiormente al sole. Ma fa sempre bene il sole? Che tipi di tumori possono colpire la pelle? Quando un neo deve essere sottoposto all’attenzione dello specialista? Come scegliere la giusta crema solare? Cosa fare in caso di scottature o eritemi? Ci sono falsi miti sull’abbronzatura da sfatare?

A queste e ad altre domande ha risposto il dott. Francesco Ricciuti, dermatologo potentino con il quale abbiamo fatto un focus sulle malattie cutanee e sugli effetti e i danni causati da una non corretta esposizione solare.

Dottore con l’arrivo del bel tempo ci si espone maggiormente al sole, ma fa sempre bene il sole?

Il sole ha effetti positivi, negativi o curativi. Tra gli effetti positivi basti pensare alle conseguenze che questo ha sul miglioramento del tono dell’umore, mentre in merito agli effetti curativi il sole svolge una funzione terapeutica per malattie dermatologiche infiammatorie quali la psoriasi, la dermatite atopica, l’eczema ma anche per malattie muscolo scheletriche quali l’artrosi. Inoltre ha un ruolo fondamentale nella sintesi della vitamina D che ormai è comprovato essere assolutamente indispensabile per la corretta funzione multi organo.

Mentre gli effetti negativi?

Per quel che riguarda gli effetti negativi questi sono perlopiù correlati ad una intensa esposizione intermittente. Quindi individui che non riescono ad esporsi gradualmente ma che si espongono saltuariamente sono maggiormente propensi ad arrossarsi e quindi ad ustionarsi. Questo in realtà è il vero problema in quanto queste condizioni comportano una alterazione a carico del DNA cellulare che alla lunga possono comportare l’insorgere di tumori.

Che tipi di tumori possono colpire la pelle?

I tumori della pelle possono essere di due specie, non melanoma o melanoma. I tumori non melanoma sono carcinoma baso cellulare, carcinoma spino cellulare, che non hanno un aggressività come quella del melanoma però hanno una incidenza 10 volte superiore ed esso. Per quanto riguarda il melanoma, sappiamo tutti essere un tumore molto aggressivo che ha una predilezione per gli individui tra i 30 ed i 60 anni con un picco verso i 50 anni. Il melanoma ha una incidenza in aumento negli ultimi anni proprio perché le abitudini di vita sono cambiate e dunque vi è una maggiore esposizione al sole tant’è che questo è il fattore di rischio esogeno più importante.

Ci sono però fattori di rischio endogeni quali il fototipo. I fototipo 1 e 2 sono sicuramente più a rischio, quindi individui di carnagione chiara con occhi chiari e capelli chiari. Ed ancora per il melanoma, la familiarità, un numero elevato di nei (maggiore di 50), oppure nei di dimensioni piuttosto notevoli superiori ai 5 mm, la presenza di nei congenti e displastici.

Come prevenire l’insorgere di melanomi?

Le metodiche per la diagnosi precoce del melanoma cutaneo sono atte al fine di identificare quanto prima il melanoma stesso quindi la popolazione deve essere educata alla auto ispezioni andando periodicamente, ogni 4 mesi, a valutare il proprio corpo per riconoscere se qualche neo dovesse essersi modificato o verificare l’insorgenza di nei sorti ex novo. Ci si può avvalere della cosiddetta regola dell’A,B,C,D,E dove: A sta per asimmetria, la B per i bordi irregolarità, la C per un colore variegato, la D per le dimensioni che si modificano, la E per evoluzione ed età. Nel momento in cui un individuo dovesse notare che la conformazione di un neo sia modificata o che ne fosse sorto qualcuno ex novo, si rivolgerà al suo medico curante che, se dovesse ritenere opportuno, lo indozzerà dal dermatologo. Quest’ultimo, grazie alla possibilità di utilizzare delle apparecchiature quali il dermatoscopio ottico o digitale avrà la possibilità di notare l’ultrastruttura del neo stesso e qualora dovesse ritenerlo opportuno indirizzare il paziente all’esportazione del neo con successiva valutazione istologica dello stesso. Qualora invece non dovessero essere riscontrate particolari problematiche lo specialista procederà ad un controllo nel corso del tempo mettendolo in follow up.

Quali sono le strategie ed i consigli per una buona prevenzione?

La prima cosa da fare è sensibilizzare la popolazione, far capire soprattutto nelle prime fasi evolutive, dunque ai bambini, che il sole non deve essere inteso come un fattore estetico. Sul punto basti pensare che l’abbronzatura è la reazione della nostra pelle nei confronti di un danno. Questo è quello che in realtà ha portato ad un aumento dell’incidenza del melanoma. Per prevenire dunque danni causati da una errata esposizione al sole bisogna in primis evitare l’esposizione nelle ore più calde della giornata, ovvero dalle 12.00 alle 16.00, altresì esporsi sempre con una giusta foto protezione. Ed ancora i bambini devono essere ben protetti con filtri anche chimici ed utilizzare magliette, cappelli o occhiali. Bisogna inoltre ricordarsi che i colpi di sole si possono prendere ovunque non per forza sulla spiaggia. Attenzione anche alle circostanze che riducono la percezione quali possono essere superfici riflettenti oppure una brezza fresca che non fa rendere conto di quanto il sole in realtà stia picchiando. E’ inoltre consigliato bere molta acqua e spesso e avere un apporto alimentare ricco di frutta e verdura, meglio se di stagione, che ci aiutano ad avere il giusto apporto di vitamine ed antiossidanti. Preferire i cibi gialli che sono ricchi di sostanze quali il betacarotene capaci di stimolare la melanogenesi. Tutto ciò al fine dunque di preparare la pelle all’esposizione al sole successiva.

Nella scelta di una crema o di una protezione solare ci sono particolari prescrizioni da seguire?

Innanzitutto dobbiamo scegliere un filtro solare che sia consono al nostro fototipo. Pertanto un soggetto di carnagione più scura può evitare di partire con una crema con un fattore di protezione solare 50, potendo utilizzare una protezione 30. D’altro canto un individuo con un fototipo 1, quindi molto chiaro, dovrà utilizzare per tutto il periodo di esposizione una protezione 50. In merito alla marca, il mercato offre una scelta talmente tanto vasta e variegata che sarà sufficiente recarsi in farmacia e farsi consigliare. Sicuramente però è da porre l’accento sul fatto che negli orari più caldi andrebbe evitato in ogni caso di esporsi al sole anche con le creme foto protettive. Se proprio volessimo avere un colorito per qualche evento particolare come può essere ad esempio un matrimonio, avvalersi dell’utilizzo di autoabbronzanti.

Per quanto riguarda l’abbronzatura esistono dei falsi miti?

Ce ne sono diversi uno dei quali è l’errata convinzione che nelle giornate nuvolose non ci si possa scottare. Infatti circa l’80% delle radiazioni UV oltrepassano le nubi. Ulteriore falso mito è quello secondo cui conviene preparare la pelle all’abbronzatura attraverso l’utilizzo di lettini solari o di lampade prima di recarsi al mare. In realtà i lettini solari sono costruiti al fine di emettere raggi UVA che penetrano di più e più in profondità creando più danni alla nostra pelle. Ed ancora si pensa che fare delle pause durante l’esposizione al sole possa garantire un rischio minore di subire ustioni. Anche questo mito è falso e va sfatato poiché la dose di raggi UV assorbiti dalla pelle è cumulativa durante l’arco della giornata. E altresì falso che stando immersi in acqua non ci si scotti o ustioni. Infatti la riduzione di assorbimento delle radiazioni in acqua è minima ma inoltre la superfice riflettente dell’acqua produce a maggior ragione danni.

In caso di scottature o eritema quali sono i consigli?

I consigli sono quelli di evitare nei giorni successivi ulteriore esposizione solare e utilizzare creme doposole, quindi antinfiammatorie e nei casi più gravi anche l’utilizzo di leggeri cortisonici.