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Letto Si dell'Arpab al progetto di monitoraggio congiunto proposto dal M5s
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Ambiente e Territorio

Si dell'Arpab al progetto di monitoraggio congiunto proposto dal M5s

USB - Ufficio Stampa Basilicata 4 Aprile 2017
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Definire un progetto-protocollo comune e condiviso, tra Regione, Arpab, tecnici M5S, per effettuare campionature e analisi congiunte, qualora ci fosse un nuovo allarme idrocarburi che dovesse investire le acque dell’invaso del Pertusillo.

E’ questo, in estrema sintesi, l’esito dell’incontro che si è svolto ieri mattina nella sede del Centro ricerche Arpab di Metaponto.

La riunione era stata concordata dopo una serie di iniziative da parte dei consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle Basilicata, Gianni Leggieri e Gianni Perrino, e dell’europarlamentare Piernicola Pedicini che aveva scambiato varie comunicazioni formali con il direttore generale di Arpab Edmondo Iannicelli.

Al confronto erano presenti: Achille Palma, direttore del Centro ricerche Arpab di Metaponto, nonché coordinatore del Progetto di monitoraggio delle acque; vari ricercatori dell’Arpab; la professoressa Albina Colella, docente di geologia dell’Università di Basilicata; Carmine Ventre, direttore del laboratorio Centro Analisi Biochimiche e esperto di fiducia del M5S, oltre a due collaboratori dello staff di Pedicini.

Nelle circa tre ore di incontro, il direttore del Centro ricerche Palma e i ricercatori hanno spiegato le attività svolte dal Centro ammettendo evidenti ritardi relativi nelle procedure di controllo previste dal Piano regionale di tutela delle acque.

“Gli interventi di monitoraggio – hanno sottolineato – sono stati fatti ma in modo discontinuo e non è mai stata fatta un’attività di controllo omogenea. La frequenza del monitoraggio è variabile: in genere trimestrale su parametri chimici e sostanze prioritarie. Per le acque profonde invece le analisi, come da progetto, avvengono ogni sei mesi”.

Rispetto all’invaso del Pertusillo, i ricercatori hanno reso noto che Arpab ha pubblicato sul proprio sito una relazione pochi giorni fa. “Nella relazione – hanno specificato – viene spiegato che il fenomeno delle alghe, già accertato in precedenza e che provocava la colorazione scura dell’acqua della diga, è in netta diminuzione e si sta depositando sul fondo. Inoltre, i campionamenti eseguiti sui sedimenti hanno rilevato una presenza di idrocarburi che non può essere attribuita ad una causa specifica. Il primo campionamento del Pertusillo – hanno detto – è avvenuto a giugno 2016”.

Poi, nel merito dell’episodio delle chiazze scure, verificatosi a febbraio 2017, hanno effettuato due rilevamenti: il 27 febbraio 2017, per questo rilevamento i dati sono già stati pubblicati sul sito, e il 7 marzo 2017. Per il rilevamento del 7 marzo – hanno precisato – i dati non sono ancora pubblici e se ne sta occupando un altro team di Arpab”.

In relazione alla presenza delle alghe, alla domanda sulle possibili cause di questa proliferazione, i ricercatori dell’Arpab hanno sostenuto che la crescita algale è dipesa dalla presenza di azoto e fosforo. Tra le varie e differenti cause possibili, ma non certe, l’eutrofizzazione dell’acqua potrebbe essere dovuta agli scarichi in acqua di impianti civili e/o industriali. Tali scarichi – hanno specificato – non trovano correlazione con gli idrocarburi”.

Infine, hanno sottolineato che “lo scopo dell’Arpab è quello di definire lo stato di qualità delle acque presenti, per cui tecnicamente il campionamento avviene nei punti di massimo mescolamento delle acque. Le responsabilità non sono quindi attribuibili ad Arpab, che non ha il compito di controllare gli scarichi e i depuratori, ma di coloro che ne autorizzano la presenza”.

La professoressa Colella ha evidenziato che il campionamento trimestrale dell’acqua del Pertusillo non è sufficiente e sarebbero necessari monitoraggi più frequenti. Su questo i rappresentanti di Arpab hanno risposto che la “responsabilità è della Regione che è titolare del progetto”.

Carmine Ventre, esperto del M5S, si è soffermato sui rapporti di prova delle analisi, spiegando che Arpab non emette rapporti di prova e che essi sarebbero necessari per comprendere in modo corretto le specificità delle analisi effettuate. Poi ha evidenziato che i costi delle analisi di Arpab sarebbero fuori mercato. Sulla questione dei costi il direttore del Centro ricerche Achille Palma ha risposto che questi aspetti dipendono dalla Regione Basilicata che è responsabile del progetto di monitoraggio.

Dopo l’incontro, che si è anche sviluppato su numerosi aspetti di carattere puramente tecnici per addetti ai lavori, è stata effettuata una visita nei laboratori del Centro ricerche.

 

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Tag edmondo iannicelli, Gianni Leggieri, Gianni Perrino, Piernicola Pedicini
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