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StorieVia Pretoria

DIANA

USB - Ufficio Stampa Basilicata 1 Gennaio 2014
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Piero e Bruno Giugliano, proprietari dello storico negozio di calzature e pelletteria di via Pretoria, sono tra i veterani del centro storico di Potenza. La famiglia Giugliano, originaria di Balvano, giunge a Potenza nel 1913. Ernesto e Luigi aprono, nel 1923, la loro prima attività commerciale, il Grande Emporio dei fratelli Giugliano, ubicata all’epoca in via Pretoria nei locali attualmente occupati da Lamorgese.

L’emporio trattava articoli da regalo, mobili, oggetti per la casa, pelletteria, abbigliamento e calzature. Nel 1936, dovendo lasciare il locale perché il proprietario lo aveva venduto, si trasferiscono in quello a fianco, al civico 89, molto più piccolo, e, per ragione di spazio, sono costretti a spostare solo gli articoli di pelletteria e le scarpe. Nasce Diana. Il negozio, gestito dal signor Ernesto fino al suo pensionamento nel 1993, passa al figlio Piero, attuale proprietario dell’esercizio insieme al cugino Bruno. “Mio padre arrivò a Potenza nel 1913, aveva 7 anni – racconta il signor Piero – faceva parte di una famiglia molto numerosa: erano 11 fratelli. Fu mio zio Giuseppe, il più grande degli undici, diplomato in sartoria, ad avviare l’attività della nostra famiglia. Mio padre iniziò da piccolissimo a dare una mano: in quel periodo tutti dovevano collaborare”. La famiglia Giugliano è anche ricordata, in quel di via Pretoria, per le diverse attività legate al mondo dello spettacolo e della cultura. “La mia famiglia ha gestito per molti anni il teatro Stabile – racconta il signor Piero – era il periodo in cui il pubblico potentino poteva ammirare gli spettacoli di Totò. Fu in quegli anni, trascorsi tra subrette, attori e palcoscenici, che venne fuori il nome del nostro negozio: Diana. Anche se la vera ragione per cui mio padre scelse questo nome è rimasto sempre un mistero”.

Ernesto Giugliano
Ernesto Giugliano

Diana oggi è uno dei negozi storici della città. Ristrutturato ed ingrandito nel 1960, offre un’ampia scelta di calzature dalle linee comode e giovanili e un vasto assortimento di borse, accessori, piccola pelletteria e valige delle migliori marche.
 ”La qualità e la soddisfazione dei clienti sono sempre state il nostro obiettivo principale”, precisa il signor Piero. Oltre allo Stabile la famiglia Giuliano fu, per anni, anche responsabile del cinema Ariston. “Mio cugino Salvatore, detto Totò, aprì il cinema Ariston e lo gestì fino al 1981 – rammenta oggi il signor Piero – Dopo la sua morte la gestione del cinema passò in mano mia che ero e sono un esperto cinofilo: vedevo all’epoca più di 360 film all’anno”.
“Diressi l’Ariston fino alla sua chiusura nel 1995 – continua il signor Giugliano – imposta delle nuove leggi sulla sicurezza resesi necessarie in seguito alla tragedia del Cinema Statuto di Torino del 1983. Durante quegli anni di fervore culturale organizzavamo molte manifestazioni cinematografiche, proiettavamo film di rassegna che normalmente non potevano essere trasmessi al cinema ma che con una giusta programmazione e preparazione e grazie anche alla collaborazione con l’Associazione Basilicata Spettacolo, Abs, oggi chiusa, riuscivamo ugualmente a far passare”. Una storia quindi, quella della famiglia Giugliano, che ripercorre diverse tappe della storia di via Pretoria e della città di Potenza, una storia che potuto vedere, “in prima fila” la trasformazione di un centro storico diventato oggi “deserto”. “Oggi stiamo assistendo alla desertificazione del centro storico di Potenza – ammette con malinconia il signor Piero – Ricordo che da bambino mio padre mi costringeva a restare ogni giorno almeno due ore in negozio per vedere come andavano le cose, sconsigliandomi di intraprendere la carriera universitaria in quanto avevamo un’attività avviata che mi avrebbe consentito di vivere bene e di crescere anche a livello culturale. C’era una bella prospettiva di lavoro. Oggi non riesco a vedere la stessa cosa. I miei figli non vedono la stessa cosa. Se si affacciano su via Pretoria vedono solamente una moria. Oggi non mi assumo la stessa responsabilità di mio padre con i miei figli”.

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