La vicenda dell’𝐎𝐬𝐩𝐞𝐝𝐚𝐥𝐞 𝐌𝐢𝐮𝐥𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐀𝐜𝐪𝐮𝐚𝐯𝐢𝐯𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐅𝐨𝐧𝐭𝐢, dove sono stati bloccati ricoveri per interventi chirurgici programmati di pazienti lucani, pone una questione molto concreta: cosa deve fare una persona che aspetta un intervento e si sente dire che non può più essere ricoverata?
L’assessore Latronico spiega che la responsabilità è della Regione Puglia, per l’esaurimento del budget assegnato alla struttura. Ma stabilire a chi attribuire la responsabilità non basta a risolvere il problema di chi aspetta di essere curato.
Soprattutto se, come lo stesso assessore riconosce, si tratta di una situazione che si ripete ogni anno. Da tempo sostengo che la Basilicata debba rafforzare la propria capacità di offrire cure di qualità, riducendo quella mobilità sanitaria che oggi costringe tanti cittadini a rivolgersi fuori regione. Ma questo è un obiettivo da costruire con una programmazione seria, investimenti, professionalità e reti cliniche efficienti. Non può diventare una ragione per lasciare senza risposte chi oggi ha bisogno di curarsi.
Ridurre la mobilità sanitaria evitabile e garantire la continuità delle cure sono due responsabilità che devono procedere insieme. È anche uno dei temi che abbiamo posto nel documento unitario del centrosinistra sul Piano sanitario regionale, che ho presentato questa mattina in IV Commissione. Perché dietro ogni numero della mobilità sanitaria c’è una persona. E il compito delle istituzioni è occuparsi prima di tutto di quella persona.

