Nel pomeriggio di mercoledi 23 settembre 2026, su richiesta di questa DDA, è stata data esecuzione ad una nuova misura cautelare nei confronti dell’imprenditore lavellese L.A., ritenuto gravemente indiziato del reato di associazione per delinquere, aggravato ai sensi dell’art. 416-bis. I c.p., per avere promosso, diretto e organizzato un sodalizio dedito al riciclaggio di capitali di provenienza illecita – anche derivanti da assalti a furgoni portavalori organizzati nel foggiano – e al trasferimento fraudolento di valori, con la finalità, tra le altre, di agevolare una storica associazione mafiosa cerignolana.
Per tali reati L.A. è attualmente imputato dinanzi al Tribunale di Potenza, autorità giudiziaria che ha emesso la nuova misura cautelare. L’imputato era già stato sottoposto alla custodia cautelare dal luglio 2025; l’originaria misura era stata successivamente annullata per ragioni di natura processuale, connesse al mancato svolgimento dell’interrogatorio preventivo prima dell’esecuzione dell’arresto.
Le medesime imputazioni, unitamente agli ulteriori elementi acquisiti nel prosieguo delle indagini, hanno determinato questo Ufficio a formulare una nuova richiesta cautelare, accolta dal Tribunale di Potenza il 22 settembre 2026, che ha disposto nei suoi confronti gli arresti domiciliari con applicazione del braccialetto elettronico. La misura è stata eseguita dalle articolazioni di polizia giudiziaria delegate: SISCO della Polizia di Stato di Potenza, G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Potenza e Squadra Mobile della Questura di Potenza.
Il provvedimento è stato adottato anche in considerazione dei reiterati comportamenti posti in essere dall’imputato anche dopo la revoca della precedente misura, intervenuta nell’aprile 2026. Secondo la prospettazione accolta dal Tribunale, tali condotte erano finalizzate a condizionare l’operato della SG S.p.A. e dei suoi dipendenti, nonostante la società fosse sottoposta all’amministrazione giudiziaria disposta dal GIP, compromettendone l’attività economica e la regolare gestione.
Le indagini hanno accertato, in particolare, che l’imprenditore ha tentato anche recentemente di condizionare la struttura aziendale ponendo in essere condotte ritenute pregiudizievoli per la corretta gestione economica della società. Tali condotte sarebbero state dirette anche ad attribuire allo Stato e all’amministrazione giudiziaria la responsabilità dei risultati economici negativi della SG S.p.A., sebbene la società versasse in condizioni di difficoltà già prima del sequestro del compendio aziendale. In quel periodo la proprietà, l’imputato e il management avevano già avviato presso il Tribunale di Milano procedure di concordato preventivo fallimentare, in presenza di gravi perdite di bilancio e dell’assenza di prospettive di recupero economico.
La prosecuzione delle indagini, anche dopo l’esecuzione delle misure cautelari, ha fatto emergere ulteriori ipotesi investigative che, nei giorni scorsi, sono state approfondite mediante mirate perquisizioni domiciliari e informatiche nei confronti di alcuni soggetti indagati per reati contro la Pubblica Amministrazione. Gli accertamenti riguardano possibili condotte corruttive connesse a nuove iniziative imprenditoriali riconducibili a soggetti inseriti nel medesimo contesto economico.

