Venerdì 4 settembre 2026 – La tavola rotonda dedicata al Progetto Ophelia – Distretto della Salute Urbana ha rappresentato un momento importante di confronto e di partecipazione attorno a una nuova idea di città.
Per questo – afferma Enzo Fierro – sento innanzitutto il dovere di dire grazie a tutti coloro che hanno partecipato, portando competenze, idee, esperienze e soprattutto la volontà di soprattutto la volontà di costruire insieme una prospettiva nuova per Rione Santa Maria e Verderuolo di Potenza.
Dal confronto è emersa una convinzione comune: la salute non riguarda soltanto i luoghi della cura, ma anche gli spazi nei quali viviamo ogni giorno.
Spesso si guarda al verde come elemento decorativo e alla salute come una meta da trovare negli ospedali o nelle case di cura, noi invece crediamo esista una terza via: quella del luogo che si prende cura della qualità della vita delle persone.
Da qui nasce la nuova visione di Ophelia, che propone di trasformare il quadrante oggetto di studio in un laboratorio di innovazione urbana nel quale verde, ambiente, attività motoria, prevenzione, socialità e qualità della vita possano diventare parti di un’unica strategia.

Il progetto guarda alla realizzazione di un vero Distretto della Salute Urbana, attraverso una rete di giardini terapeutici, percorsi della salute, cammini accessibili, spazi per l’attività motoria, aree verdi, luoghi di socializzazione e iniziative educative e intergenerazionali.
Non si tratta, dunque, soltanto di riqualificare un quartiere.
Si tratta di ripensare il modo di abitare la città, facendo del verde una vera infrastruttura di salute e del quartiere un luogo capace di produrre benessere, relazioni e comunità anche con le aree contermini.
Il Rione Santa Maria, con la sua particolare storia urbanistica e con la presenza di importanti realtà sanitarie e di cura, può diventare il punto di partenza di una sperimentazione destinata a guardare oltre i confini del quartiere.
Ophelia sarà il primo laboratorio regionale di salute urbana, dove ogni spazio pubblico è progettato per essere riconoscibile, vissuto e capace di generare benessere.
Un progetto che vuole partire dalle cose concrete: dalla cura degli spazi pubblici, dalla valorizzazione del patrimonio verde, dalla mobilità lenta, dall’accessibilità, dalla partecipazione dei cittadini e dalla collaborazione tra istituzioni, professionisti, università, associazioni e comunità.
Il momento partecipato- conclude Fierro – ci ha confermato che le idee diventano progetti quando incontrano le competenze e la partecipazione.
Per questo il mio grazie va a tutti i relatori, alle associazioni, ai cittadini e a quanti hanno scelto di esserci. Ma soprattutto va a chi ha deciso di condividere una visione.
Ophelia continua a camminare.


