Giovedì 16 luglio 2026 – I Carabinieri della Compagnia di Venosa hanno tratto in arresto, in flagranza di reato, un giovane ventunenne di origini campane, già noto alle Forze dell’Ordine, in quanto ritenuto responsabile di una serie di tentate truffe aggravate in danno di persone anziane.
Le indagini hanno sono state avviate dopo numerose segnalazioni pervenute nel corso della mattinata dell’8
luglio 2026 ai militari dell’Arma, tramite il Numero Unico di Emergenza 112, relative a telefonate
fraudolente effettuate da “sedicenti Carabinieri”.
Nel corso delle conversazioni telefoniche, gli interlocutori prospettavano alle vittime il falso
coinvolgimento della loro autovettura in una rapina consumata ai danni di una gioielleria di San
Nicola di Melfi (PZ), sostenendo che la vicenda poteva essere risolta esclusivamente mediante la
consegna di denaro contante e preziosi.
Le vittime venivano così indotte in uno stato di forte apprensione e destabilizzazione da colui che si
qualificava, falsamente, come appartenente all’Arma dei Carabinieri, facendo leva sul timore di
possibili conseguenze giudiziarie.
Immediate le ricerche avviate dai Carabinieri, che hanno individuato il giovane 21enne mentre si
aggirava in Lavello con atteggiamento sospetto, nei pressi dell’abitazione di una persona appena
contattata telefonicamente dalla rete di truffatori.
Il successivo controllo ha consentito di acquisire gravi elementi indiziari nei suoi confronti. In
particolare da una prima analisi del suo telefono cellulare è emersa, nella cronologia
dell’applicazione Google Maps, la presenza di numerosi indirizzi riconducibili alle abitazioni delle
vittime destinatarie di telefonate fraudolente.
Al termine delle formalità di rito, il 21enne è stato dichiarato in arresto e associato alla Casa
Circondariale di Potenza a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.
L’arresto è stato successivamente convalidato dal GIP del Tribunale di Potenza che ha disposto nei
suoi confronti la misura cautelare della custodia in carcere.
Si precisa che il procedimento penale è nella fase delle indagini preliminari e che, in ossequio al
principio di presunzione di innocenza, la responsabilità dell’indagato potrà essere definitivamente
accertata solo con sentenza irrevocabile di condanna.
L’operazione dei Carabinieri testimonia ancora una volta la costante attenzione dell’Arma nel
contrasto al fenomeno delle truffe ai danni di persone anziane o particolarmente vulnerabili e
rinnova l’invito a diffidare da coloro che, qualificandosi come rappresentanti istituzionali,
richiedono denaro, gioielli o altre utilità, prospettando emergenze o vicende giudiziarie che
coinvolgerebbero familiari e non. In caso di dubbio è fondamentale interrompere qualsiasi
conversazione e contattare senza esitazione le forze dell’ordine attraverso il numero unico di
emergenza 112 o recarsi presso la Stazione Carabinieri più vicina.
Tentata estorsione ai danni di anziani. I Carabinieri arrestano un giovane in flagranza di reato


