Aveva 22 anni Marianna Lapadula, la giovane di Rionero in Vulture morta dopo aver partorito il suo secondogenito all’ospedale “San Giovanni di Dio” di Melfi nel pomeriggio di lunedì 22 giugno. Il neonato fortunatamente sta bene, secondo le prime indiscrezioni infatti la tragedia si sarebbe consumata dopo la nascita del bambino, avvenuta a seguito di un parto cesareo.
Lapadula lascia anche la sua primogenita, una piccola di soli undici mesi. Immediatamente nel nosocomio melfitano sono arrivati agenti della Polizia per acquisire la cartella clinica e dalla Regione Basilicata, con una nota congiunta del presidente Vito Bardi e dell’assessore alla salute Cosimo Latronico, è stata diffusa la notizia di aver disposto un’indagine interna per ricostruire le cause e le responsabilità della morte.
Intanto indaga la Procura di Potenza; sul corpo della vittima è stata disposta l’autopsia che sarà eseguita nei prossimi giorni, solo questo accertamento tecnico irripetibile potrà dare certezze e rispondere alla richiesta di verità e giustizia arrivata dalla famiglia Lapadula straziata dal lutto.
“In questo momento di immenso dolore – hanno detto Bardi e Latronico – ci stringiamo con affetto e commozione attorno al marito, al neonato e a tutta la famiglia. Non ci sono parole adeguate di fronte a una tragedia così grande che colpisce dritto al cuore l’intera comunità lucana”. Da una primissima ricostruzione dei fatti – hanno aggiunto i due rappresentanti della Giunta lucana – emerge come la paziente sia stata assistita da un’équipe medica multidisciplinare al completo. Il parto si è concluso positivamente ma successivamente si è verificato un improvviso e grave peggioramento delle condizioni di salute della neomamma, le cui cause restano ancora da accertare con esattezza. Abbiamo chiesto alla direzione del San Carlo – azienda competente anche sul nosocomio melfitano – di fare piena luce e assoluta chiarezza su ogni istante di questa drammatica vicenda, hanno concluso Bardi e Latronico.
La morte di Marianna Lapadula è arrivata quattro mesi e mezzo dopo una simile tragedia che si è verificata sempre in Basilicata, all’ospedale di Lagonegro quando a perdere la vita è stata Francesca Nepita, una donna di 36 anni originaria di Santa Maria del Cedro nel Cosentino ma residente a Scalea. Anche in quel caso il neonato si è salvato e la Procura ha aperto un’inchiesta per determinare le cause della morte.


