Immagini raccapriccianti, filmati contenenti gravi abusi ai danni di minorenni, compresi bambini di pochissimi anni. A scambiarsi online migliaia e migliaia di file, secondo quanto ricostruito dalla procura di Napoli dopo mesi di indagini affidate alla Polizia di Stato, erano dieci persone. Otto, residenti tra le province di Napoli, Avellino, Salerno e Caserta sono stati arrestati, per le altre due è scattata la denuncia.
L’operazione ha riguardato i territori di Campania e Basilicata. Tra le province coinvolte c’è anche Potenza, dove sono state eseguite perquisizioni e sequestri informatici.
L’inchiesta, avviata nello scorso mese di febbraio, grazie al lavoro degli specialisti del Centro operativo per la sicurezza cibernetica di Napoli, si è concentrata sullo scambio di contenuti illeciti in ambienti virtuali. Attraverso sofisticate attività di monitoraggio e filtrazione online, gli investigatori sono riusciti a individuare diverse piattaforme utilizzate per il caricamento, la conservazione e la condivisione di file illegali. Nel corso delle indagini sono stati eseguiti 11 decreti di perquisizione tra Napoli, Avellino, Salerno, Benevento, Caserta e Potenza.
Gli specialisti del Centro Operativo per la Sicurezza Cibernetica si sono infiltrati per mesi sotto copertura negli ambienti virtuali. Contesti chiusi, riservati, anonimi. Sono riusciti a individuare le piattaforme utilizzate per la condivisione di migliaia di documenti pedopornografici. Da lì hanno ricostruito le identità digitali degli utilizzatori.


