Domenica 7 giugno 2026 – “La prima pietra per la realizzazione della Citta’della pace di Scanzano fu collocata nel 2008 con una delle numerose manifestazioni organizzate dalla omonima Fondazione.
Sono trascorsi 18 anni e la struttura costata molti milioni di fondi regionali e’completata per il 70%“
A denunciarlo è Pietro Simonetti (Cseres) il quale in una nota fa la cronistoria di una vicenza non affatto conclusa..
“Nel corso degli anni e stato modificato il suo originario utilizzo:da centro di accoglienza per bambini a quello per lavoratori stagionali.
La modifica e’intervenuta perche’ e stata realizzato un Centro di accoglienza della Fondazione per minori a Sant’Arcangelo e per la necessità di trovare fondi per il completamento.
Nello stesso sito e’stato realizzato una “Casa della Pace” con donazioni private che ora ospita famiglie di rifugiati con la gestione della Caritas.
Nel 2017- prosegue Simonetti – la Regione e il Comune stipularono una una intesa per la conversione della struttura a centro di accoglienza per migranti stagionali e l’utilizzo dei fondi del Legalita’.
La riprogettazione fu effettuata dalla Amministrazione Comunale,validata dal Ministero Interno, approvata dai Tavoli Nazionale e Regionale caporalato e dalla Giunta Bardi con apposita delibera..
Poi – ricorda Simonetti – iniziarono le manovre di contrasto a livello locale che sfocio anche nella richiesta,accolta dal Dirigente Michele Busciolano,di trasferire il finaziamento accordato dal Ministero presso un diverso sito nell’area metapontina.
Altra strumentale perdita di tempo che – denuncia Simonetti – sfocio nella nomina di una Commissione della Regione che dichiaro non possibile il trasferimento per motivi tecnici e ambientali.
L’iter sul manufatto di Scanzano riprese sulla precedete intesa da parte dei Commissari prefettizi con il trasferimento del manufatto alla Regione Basilicata per la realizzazione dell’intervento che nel contempo era stato rimodulato per una somma pari a 5 milioni.
La perdita di tempo, le resistenze politiche, le omissioni nel definire l’appalto integrato hanno deteminato la scadenza del progetto PON:in una parola la perdita del finanziamento. Ho registrato la notizia ieri sera da fonte regionale.
Di fronte a questo esito – prosegue Simonetti – l’ufficio Sicurezza e Autonomia della Regione indicò,durate uha audizione in Seconda Commissione del Coniglio Regionale il ricorso ai Fondi FERS in via di riprogrammazione.
Questa e’ la storia,oltre al fatto gravissimo, – conclude Simonetti – della mancata attuazione negli ultimi due anni dei servizi di accoglienza stagionali assegnati alla Cooperativa Mimosa per il metapontino secondo la scellerata gestione delle misure Su.Pr.Eme 2″.
Foto di copertina: struttura Scanzano


