Martedì 27 gennaio 2026 – “Con l’approssimarsi della manovra finanziaria regionale 2026, rivolgiamo l’invito al Presidente Vito Bardi e al Governo regionale di interrompere la pratica di utilizzare le ingenti risorse derivanti dalle compensazioni ambientali, dalle royalties del petrolio e dell’acqua e dalla vendita del gas dei lucani per coprire i buchi del bilancio regionale, a partire da quelli della sanità, indirizzandole in larga parte verso la spesa corrente”.
È quanto dichiara il Vice Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Angelo Chiorazzo, sottolineando come “solo dalla vendita del gas lucano la Regione Basilicata abbia incassato tra il 2022 e il 2024 circa 500 milioni di euro.
Si tratta di risorse straordinarie che, per loro natura, devono essere orientate prevalentemente agli investimenti, alla promozione dello sviluppo e alla crescita occupazionale, con particolare attenzione ai giovani, sempre più scoraggiati e diffidenti rispetto alla capacità di questo territorio di costruire futuro, al punto che ogni anno migliaia di ragazze e ragazzi lasciano la Basilicata”.
“Non è più rinviabile – prosegue Chiorazzo – la definizione di un vero Piano di sviluppo strategico regionale, capace di indicare con chiarezza le traiettorie di crescita della Basilicata, comprese le strategie non-oil e di transizione energetica e digitale. È paradossale che una regione in cui operano player mondiali come ENI, Shell e Total non abbia rafforzato un’interlocuzione istituzionale stabile e qualificata per costruire, insieme a questi protagonisti dei processi di sviluppo globale, una visione condivisa di sviluppo sostenibile”.
“Ancora più grave – prosegue Chiorazzo – è il fatto che, pur potendo interloquire direttamente con Claudio Descalzi, uno dei manager più apprezzati a livello internazionale, non si sia colta questa opportunità per definire una strategia di investimenti nei settori non-oil, in cui queste grandi imprese operano e investono in tutto il mondo”.
“L’annuncio di alcune settimane fa del Governo regionale di avocare a sé le risorse residue degli accordi di compensazione ambientale con le compagnie petrolifere – parliamo di circa 300 milioni di euro fino al 2030 – destinate ai progetti di sviluppo sostenibile, rappresenta un segnale preoccupante.
Sostenere le imprese lucane è doveroso e necessario, ma farlo rinunciando a politiche di sviluppo nei settori strategici a maggiore valore aggiunto, come ad esempio i Data Center, significa scegliere la strada più comoda e di corto respiro”.
“Distribuire risorse, che non sono inesauribili, senza una strategia di lungo periodo – conclude Chiorazzo – equivale a rinunciare a proiettare la Basilicata nei nuovi scenari economici e produttivi.
La nostra regione dispone di competenze tecnologiche e di capitale umano che andrebbero valorizzati e trattenuti.
Dopo sette anni di governo, il centrodestra guidato da Bardi, anche attraverso un uso distorto dei famigerati bonus, ha preferito politiche assistenziali alle politiche di sviluppo.
È il momento – conclude Chiorazzo – di cambiare rotta, con coraggio e visione, a partire dalla manovra finanziaria regionale 2026”.

