Giovedì 10 settembre 2026 – La missione unitaria a Bruxelles intrapresa da 12 regioni, tra cui la Basilicata, a difesa della filiera dell’auto per presentare alle istituzioni europee il documento congiunto sulla crisi dell’automotive è un’iniziativa di grande rilievo che Confindustria Basilicata sostiene convintamente.
“La coesione strategica che ispira l’iniziativa delle Regioni rafforza le posizioni che il mondo industriale italiano ed europeo sostengono da tempo”, commenta il presidente di Confindustria Basilicata, Francesco D’Alema.
Neutralità tecnologica, un fondo europeo dedicato alla competitività, flessibilità e revisione dei target e semplificazione burocratica sono le priorità che Confindustria indica da tempo a tutela di un settore che rappresenta la spina dorsale dell’economia europea, italiana e lucana.
“L’Europa deve finalmente prendere atto degli errori commessi con una transizione imposta per legge verso un’unica tecnologia. E deve farlo in fretta perché è a rischio la nostra tenuta economia e sociale – commenta il presidente D’Alema – Non rifiutiamo la sfida della decarbonizzazione, ma chiediamo che venga affrontata con realismo e pragmatismo, abbandonando l’approccio ideologico che ha finora caratterizzato le politiche comunitarie, a favore di un approccio orientato alla piena neutralità tecnologica”.
“I nostri territori e le nostre imprese – spiega ancora il presidente degli industriali lucani – stanno già pagando il prezzo di scadenze irrealistiche. L’Europa deve ascoltare la voce del suo cuore manifatturiero prima che sia troppo tardi: difendere l’automotive significa difendere milioni di posti di lavoro e la sovranità industriale del continente”.
Nel frattempo, un’importante boccata di ossigeno arriva dall’attivazione, da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dei mini contratti di sviluppo destinati alla filiera automotive, che mettono a disposizione 300 milioni di euro per accompagnare le imprese in una fase di profonda trasformazione industriale e tecnologica.
“E’ una misura che stavamo aspettando da tempo – commenta ancora il presidente – Si tratta di un intervento particolarmente significativo perché consente di sostenere programmi di investimento di dimensione più contenuta rispetto ai tradizionali contratti di sviluppo, rendendo lo strumento maggiormente accessibile alle PMI della filiera.
È positivo, inoltre, che il provvedimento riservi una quota rilevante delle risorse alle PMI e preveda una specifica attenzione agli investimenti realizzati nel Mezzogiorno”.
Confindustria continuerà a lavorare a stretto contatto con le istituzioni a tutti i livelli per accompagnare questa fase di delicata transizione e affinché l’Unione Europea operi un urgente cambio di rotta, trasformando la transizione ecologica in un’opportunità di crescita e non in un processo di desertificazione industriale.


