La decisione della Giunta regionale lucana che prevede – dal 1 settembre prossimo – l’introduzione di un ticket di 2.5 euro sulle ricette farmaceutiche, ha fatto scaturire un vero e proprio terremoto. Il lungo elenco di categorie esentate (pazienti oncologici e fasce economiche più esposte) non è bastato a far arrestare la polemica.
La CGIL parla di “scelta scellerata”, mentre per la UIL “la sostenibilità della sanità non può essere perseguita semplicemente trasferendo i costi sulle famiglie”.
Lomuti del M5s annuncia di portare il caso in Parlamento, mentre Manca (Pd) parla di “diritto alla salute sempre meno garantito” e afferma: “Il costo delle inefficienze non può ricadere sui cittadini”.
Il consigliere regionale Cifarelli chiede spiegazioni su come sia stato calcolato l’importo mentre per i consiglieri di Basilicata Casa Comune Chiorazzo e Vizziello, “Latronico e Bardi hanno trovato la cura per i conti della sanità: mettere le mani nelle tasche dei lucani”.
“Altro che sanità modello – afferma il consigliere regionale Marrese – il governo Bardi-Latronico fa pagare ai lucani il prezzo del proprio fallimento”.
Le consigliere pentastellate Araneo e Verri, infine, chiedono la sospensione immediata della delibera.
Intanto l’assessore alla sanità della Regione Basilicata, Cosimo Latronico, ha annunciato una conferenza stampa lunedì 31 agosto, per spiegare le ragioni di tale scelta. Per l’occasione, Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato un flash mob di protesta al grido: “Giù le mani dalle tasche dei lucani!”.


