Venerdì 28 agosto 2026 – Dal primo settembre, purtroppo, i lucani saranno costretti a pagare 2,50 euro per ogni ricetta.
Il Governo regionale dovrebbe chiedersi perché sempre più persone rinunciano o rimandano le cure a causa dei costi, delle liste d’attesa e della necessità di rivolgersi alla sanità privata. E invece di dare una risposta a questo problema, introduce un nuovo costo di 2,50 euro per ogni ricetta farmaceutica.
È inaccettabile.
Lo afferma Crhistia Giordano, Coordinatore regionale del Movimento 5 Stelle in Basilicata.
In un momento in cui le famiglie lucane sono già alle prese con il peso sempre maggiore del carburante e con il caro vita, la Regione dovrebbe trovare soluzioni per alleggerire le difficoltà di cittadini e imprese. Invece fa esattamente il contrario: non trova una soluzione al caro carburante e contemporaneamente introduce un altro costo per chi deve curarsi.
La questione non sono soltanto i 2,50 euro. È la filosofia che c’è dietro questa scelta.
Perché quando una persona deve già sostenere il costo del carburante per raggiungere un ospedale o una struttura sanitaria, magari deve pagare una prestazione privata per evitare mesi di attesa e deve affrontare il costo dei farmaci, aggiungere un altro ticket significa aumentare il rischio che qualcuno scelga semplicemente di non curarsi.
E questo dovrebbe essere inaccettabile per qualsiasi amministrazione.
La Regione – prosegue Giordano – dice che le fasce più fragili saranno esentate. È giusto e lo consideriamo il minimo indispensabile. Ma la fragilità economica non sempre coincide con una casella prevista dal Sistema sanitario. Ci sono famiglie, pensionati e lavoratori che magari non rientrano nelle esenzioni ma che, sommando bollette, carburante, visite private e farmaci, fanno sempre più fatica ad arrivare a fine mese.
La sanità pubblica dovrebbe intervenire proprio per evitare che il reddito diventi una barriera all’accesso alle cure.
Se ci sono sprechi da eliminare, si eliminino. Se ci sono inefficienze da correggere, si correggano. Se gli acquisti possono essere fatti a costi inferiori, si intervenga lì.
La soluzione non può essere sempre quella di chiedere altri soldi ai cittadini.
Ed è ancora più difficile comprendere questa scelta se, come sostiene la stessa Regione, sono già stati ottenuti risultati nel contenimento della spesa farmaceutica.
La domanda è semplice: quanto incasserà la Regione con questo nuovo ticket e, soprattutto, quali servizi migliori riceveranno i cittadini in cambio di questi soldi?
Perché i lucani non hanno bisogno di una Regione che presenti nuovi conti da pagare. Hanno bisogno di una sanità che funzioni.
Questa è la stessa logica che contestiamo al Governo nazionale: quando il costo della vita aumenta, invece di sostenere le famiglie si scaricano nuovi costi sui cittadini.
Come Movimento 5 Stelle Basilicata diciamo con chiarezza che questa non è la strada giusta.
La salute è un diritto, non una voce di spesa sulla quale far pagare sempre di più i cittadini.
Prima di introdurre nuovi ticket, la Regione pensi a ridurre le liste d’attesa, rafforzare il personale, migliorare i servizi territoriali e contrastare davvero gli sprechi.
Perché c’è una cosa che non possiamo accettare: che in Basilicata una persona debba rinunciare a curarsi perché non può permetterselo.
E se questo sta già accadendo, la risposta della Regione non può essere far pagare ancora di più.


