Martedì 25 agosto 2026 – In relazione alla tragica morte di Maria Vittoria Carbone e alla vicenda che vedrebbe coinvolto il figlio della vittima, già seguito dai servizi territoriali per una situazione caratterizzata da bisogni assistenziali complessi, la Garante regionale dei diritti delle persone con disabilità della Regione Basilicata, Marika Padula, esprime profonda vicinanza alla famiglia della vittima e alle comunità coinvolte, profondamente colpite da una vicenda che impone rispetto, prudenza e grande senso di responsabilità.
“Di fronte a un fatto di tale gravità – dichiara Padula – ogni valutazione sulle responsabilità e sulla ricostruzione degli eventi spetta esclusivamente agli organi competenti. Il mio intervento riguarda invece, per quanto attiene alle funzioni di Garante, il profilo della presa in carico del figlio della vittima da parte dei servizi competenti, la continuità dei trattamenti e le modalità di monitoraggio previste”.
Per questo motivo, la Garante intende chiedere chiarimenti in merito al percorso assistenziale e di presa in carico, alla continuità dei trattamenti e alle modalità con cui gli interventi previsti siano stati programmati, garantiti e monitorati nel tempo.
“Ritengo necessario comprendere quale fosse il percorso di presa in carico, quali trattamenti fossero stati individuati, con quale periodicità dovessero essere assicurati e quali procedure, protocolli assistenziali o modalità organizzative fossero previsti e concretamente adottati in caso di mancata effettuazione, interruzione o sospensione degli stessi. È importante comprendere anche quali sistemi di monitoraggio e di rivalutazione del bisogno fossero previsti e come fosse strutturato il raccordo con la famiglia e con gli altri servizi territoriali eventualmente coinvolti. L’iniziativa avrà carattere esclusivamente conoscitivo e istituzionale e non sarà finalizzata ad anticipare giudizi o ad attribuire responsabilità, ma a comprendere, nell’ambito delle competenze della Garante, il funzionamento del percorso assistenziale e gli strumenti predisposti per assicurare continuità e appropriatezza della presa in carico”.
“Alla luce delle informazioni riportate dagli organi di stampa, e che necessitano di essere verificate nelle sedi competenti, circa una possibile discontinuità dei trattamenti nel mese di agosto, ritengo necessario acquisire chiarimenti sul percorso assistenziale effettivamente assicurato, sulle ragioni dell’eventuale interruzione e sulle procedure previste per garantire la continuità della presa in carico”.
Secondo Padula, è proprio questo uno degli aspetti sui quali occorre concentrare l’attenzione: “comprendere non soltanto quali interventi fossero stati programmati, ma anche cosa prevedesse il sistema qualora uno di essi non fosse stato effettuato.
La presa in carico non può essere considerata un mero adempimento formale. Deve tradursi in un percorso effettivo, continuativo e verificabile.
Quando vengono programmati trattamenti, interventi terapeutici o sostegni, è fondamentale che siano definite anche le modalità attraverso le quali intercettare tempestivamente eventuali discontinuità, rivalutare il bisogno e attivare, ove necessario, gli interventi conseguenti.
Particolare attenzione sarà pertanto riservata alle procedure eventualmente previste per assicurare la continuità terapeutica e assistenziale, alle modalità di gestione delle assenze, delle sospensioni o della mancata effettuazione dei trattamenti, nonché al raccordo tra servizi sanitari, sociali e rete familiare”.
“Ciò che interessa comprendere – sottolinea la Garante – è se nel percorso concretamente seguito dal figlio della vittima fossero definiti riferimenti, modalità di monitoraggio e procedure da attivare in presenza di eventuali criticità.
Una rete efficace non deve soltanto prendere in carico una persona, ma deve essere in grado di accompagnarla nel tempo e di intervenire quando il percorso programmato presenta una discontinuità. L’approfondimento avrà anche una finalità prospettica: verificare il funzionamento della rete e delle procedure significa infatti poter individuare, ove emergessero, eventuali aspetti da rafforzare a tutela delle persone con disabilità e delle loro famiglie”.
“Verificare questi aspetti non significa ricercare responsabilità al di fuori delle sedi deputate. Significa comprendere se le procedure e le modalità organizzative esistenti siano adeguate a garantire continuità, tempestività e coordinamento, soprattutto nelle situazioni caratterizzate da bisogni particolarmente complessi. Qualora dall’approfondimento dovessero emergere aspetti suscettibili di miglioramento, sarà importante che le istituzioni competenti possano valutarli e rafforzare ulteriormente gli strumenti di tutela”.
“Nelle situazioni più complesse – conclude Padula – il tema non è soltanto se un determinato trattamento sia stato previsto, ma se sia stato effettivamente assicurato e monitorato e quali strumenti fossero previsti qualora si verificasse un’interruzione. È su questi aspetti che intendo chiedere formalmente chiarimenti, nel pieno rispetto delle indagini in corso e delle competenze di ciascuna istituzione”.
Foto di copertina: Marika Padula


