Venerdì 21 agosto 2026 – Dopo la visita di parlamentari di Fratelli d’Italia al CPR di Palazzo San Gervasio e in particolare a quanto dichiarato dal senatore Gianni Rosa (VEDI), interviene l’on. Arnaldo Lomuti del Movimento 5 Stelle.
“Il senatore Rosa parla di strumentalizzazioni della sinistra e del Movimento 5 Stelle. Gli rispondo – afferma Lomuti – con i fatti.Nel CPR di Palazzo San Gervasio noi ci entriamo da anni.
L’ultima volta è stata il 6 ottobre scorso, prima che Lassoued Dhoui, un ragazzo di appena 30 anni morisse. Quello che abbiamo visto è finito in un rapporto pubblico che chiunque può leggere.
Affermare che le condizioni di chi è in stato di detenzione, ricordiamolo, soltanto amministrativa, possono essere considerate degne di un Paese civile è una affermazione che rivoluziona il concetto di civiltà.
La disumanità di quel luogo non l’ho scoperta la settimana scorsa davanti a una telecamera della Tgr: l’ho scritto quando non ne parlava nessuno, e non è servito a niente.
C’è poi una frase del senatore Rosa che non posso lasciar passare. Ha detto che si è trattato “sicuramente di un suicidio”.
La Procura di Potenza – ricorda l’on. Lomuti – sta ancora svolgendo accertamenti e l’esito dell’autopsia non è stato depositato.
Ma anche fosse così, mi spieghi Rosa perché quella parola dovrebbe chiudere il discorso invece di aprirlo. Un uomo di trent’anni affidato alla custodia dello Stato che sale su un tetto e si lascia cadere è il fallimento di quello Stato. Due anni fa, nello stesso centro, era morto Oussama. Non è polemica: è un conto che sale.
Sulle forze dell’ordine – prosegue Lomuti – voglio essere molto chiaro, perché è il lavoro che faccio ogni giorno come segretario della Commissione Difesa.
La vicinanza non è una visita di agosto e una fotografia. Vicinanza – afferma Lomuti – è occuparsi degli alloggi e dei servizi per gli agenti mandati in missione da altre province, che i loro stessi sindacati hanno già denunciato alla Prefettura di Potenza.
È chiedersi perché uomini e donne in divisa vengano sottratti al presidio delle strade e dei paesi lucani per essere impiegati in una struttura che produce rivolte e incendi. Chi lavora là dentro paga la disorganizzazione di quel modello esattamente come la pagano le persone trattenute, e lo sa benissimo. Ringraziarli va bene. Lasciarli in quelle condizioni e chiamarla vicinanza, no..
Quanto alla propaganda: il 18 agosto – prcisa Lomuti – ero a Melfi, nel cortile dell’Episcopio, all’incontro organizzato dalla Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa. Hanno parlato un avvocato dell’ASGI e un medico infettivologo della Società Italiana di Medicina delle Migrazioni; ha concluso il vescovo Ciro Fanelli. Si sono discussi casi concreti, con nomi e cartelle cliniche. Se questo è strumentalizzare, allora strumentalizzano anche i medici, gli avvocati e la Chiesa lucana.
Un’ultima cosa all’onorevole Caiata. Le persone trattenute a Palazzo San Gervasio non sono “indesiderati”: è una parola che nel nostro ordinamento non esiste. Sono persone private della libertà fino a diciotto mesi per un’irregolarità amministrativa, senza un processo e senza le tutele previste per chi sta in carcere.
E se davvero non vi nascondete, – conclude Lomuti – allora sostenete la richiesta avanzata dalla Conferenza episcopale di Basilicata: fate entrare in quel centro le associazioni di volontariato e gli osservatori indipendenti, non soltanto le delegazioni di partito.”


