Domenica 16 agosto 2026 – “Esprimo la mia netta contrarietà alla decisione di Poste Italiane di procedere, a partire dal 1° ottobre 2026, all’accorpamento della Direzione di Filiale di Matera con quella di Potenza, con il conseguente trasferimento delle funzioni dirigenziali. Si tratta di una scelta che rischia di indebolire ulteriormente il territorio materano, privandolo di un importante presidio organizzativo, occupazionale e di rappresentanza istituzionale”.
Lo dichiara il consigliere regionale Piero Marrese (foto di copertina), che invita l’azienda a riconsiderare il provvedimento e ad aprire un confronto con le istituzioni e le parti sociali.
“Non siamo di fronte a una semplice riorganizzazione interna. La presenza di una direzione locale garantisce un rapporto più diretto con cittadini, imprese e amministrazioni, favorendo una maggiore capacità di risposta alle esigenze del territorio e una più efficace gestione dei servizi postali e finanziari. L’allontanamento delle funzioni decisionali rischia inevitabilmente di aumentare le distanze e di ridurre quella prossimità che rappresenta uno dei valori fondamentali del servizio pubblico”.
“Preoccupano, inoltre, le possibili ricadute sui lavoratori e sull’intero sistema economico locale. In una fase storica segnata dallo spopolamento e dalla progressiva concentrazione di funzioni e servizi nei capoluoghi maggiori, la Basilicata e in particolare la provincia di Matera non possono permettersi di perdere ulteriori punti di riferimento strategici. È necessario, al contrario, rafforzare la presenza delle grandi aziende pubbliche sui territori, soprattutto in quelli che maggiormente necessitano di attenzione e investimenti”.
“Per queste ragioni chiedo a Poste Italiane di ripensare questa decisione e di valutare soluzioni alternative che consentano di salvaguardare l’autonomia e il ruolo della Direzione di Matera. Sarò al fianco degli amministratori locali, dei lavoratori, delle organizzazioni sindacali e di tutti coloro che vorranno contribuire a una mobilitazione responsabile e costruttiva affinché Poste Italiane receda da una scelta che consideriamo sbagliata e penalizzante per il territorio”


