Si aggiunge un nuovo tasselÈ scoppiata una rivolta che ha portato all’arresto di otto detenuti nel Cpr di Palazzo San Gervasio dopo la morte del trentenne tunisino precipitato dal tetto della struttura nel pomeriggio di lunedì 10 agosto. Ancora ignoti i motivi e la dinamica della tragedia; certa invece la seconda morte nel centro di permanenza per il rimpatrio della provincia potentina negli ultimi due anni.
Dopo che l’ospite è precipitato fatalmente al suolo, alcuni tra gli altri detenuti – erano circa un centinaio il 5 agosto, dunque si presume che attualmente il numero non sia variato in maniera considerevole – hanno dato vita ad una violenta protesta incendiando del materiale e rendendo necessario l’intervento di Polizia, Carabinieri, Guardia di finanza e Vigili de fuoco.
La vittima, secondo quanto appreso, era affetta da disturbi psichiatrici e pare che proprio ieri avrebbe ricevuto la notizia della convalida del fermo nel Cpr per i prossimi tre mesi. Ne uscirà invece nel più drammatico dei modi.
Immediatamente sul posto si è recata la garante per le persone private della libertà personale della provincia di Potenza Carmen D’Anzi che non è potuta entrare in quanto erano ancora in corso gli interventi delle forze dell’ordine ma che ha ricevuto i primi dettagli su quella che, al momento, è l’unica versione ufficiale dei fatti.lo


