“Nell’ennesima morte di una giovane ragazzo detenuto presso il cpr di Palazzo San Gervasio si sintetizza tutto il fallimento delle politiche fintamente securitarie del centrodestra”. Inizia così una nota inviata dai consiglieri regionali di opposizione di centro sinstra in Basilicata: Alessia Araneo (M5S), Antonio Bochicchio (AVS-PSI-LBP), Angelo Chiorazzo (BCC), Roberto Cifarelli (GM), Piero Lacorazza (PD), Piero Marrese (BP), Viviana Verri (M5S), Giovanni Vizziello (BCC).
“Sulla morte ci vogliono silenzio e rispetto – continuano i consiglieri -. Ma sui luoghi in cui queste morti accadono è necessario porsi una domanda oltre la propaganda della Meloni e della destra: oggi l’Italia è un Paese più sicuro?
No. È soprattutto un Paese meno umano.
I centri di permanenza per il rimpatrio sono luoghi infernali di detenzione e vanno chiusi. Si tratta di centri dalle condizioni degradanti per chi vi è detenuto e difficili per chi vi lavora. Carceri che non producono alcun risultato in termini di politiche migratorie, ma che sono state ritenute “patogene” per i detenuti. Detto diversamente, se anche si dovesse varcare quella soglia in condizioni di salute, la situazione è destinata inevitabilmente a peggiorare.
Basta agitare lo spauracchio della migrazione per distrarre l’attenzione pubblica dall’incapacità amministrativa e politica del centrodestra. Basta urlare all’”uomo nero” perché si rischia di non sentire il doloroso silenzio di un ragazzo che muore.
Si muore nei cpr, si muore nel Mediterraneo.
No, questo non è il nostro Paese.
Nell’attesa che fatti e responsabilità vengano accertati, ci stringiamo attorno al dolore della famiglia coinvolta e continuiamo a chiedere la chiusura di tutti i cpr”.


