Martedì 21 luglio 2026 – Nuovo tentativo di introdurre sostanze stupefacenti nel carcere di Matera, prontamente sventato dalla Polizia Penitenziaria.
Una donna, moglie di un detenuto ristretto nell’istituto penitenziario della città dei Sassi, è stata scoperta questa mattina, 21 luglio, mentre tentava di far entrare un ingente quantitativo di droga in occasione del colloquio con il congiunto.
L’intervento degli agenti ha impedito che la sostanza finisse all’interno del carcere e la donna è stata deferita all’Autorità giudiziaria.
A darne notizia è Saverio Brienza, segretario nazionale per la Basilicata del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria (SAPPE).
«Purtroppo si tratta di un fenomeno ormai ricorrente», denuncia Brienza. «Nonostante la gravissima carenza di organico che da tempo penalizza il carcere di Matera e determina un progressivo abbassamento dei livelli di sicurezza, gli agenti continuano a garantire risultati di assoluto rilievo grazie alla loro professionalità, all’esperienza e al profondo senso di responsabilità. Ancora una volta è stato impedito l’ingresso di sostanze che avrebbero alimentato traffici illeciti e compromesso la sicurezza dell’istituto».
Il dirigente del SAPPE rinnova quindi l’appello all’Amministrazione penitenziaria affinché investa concretamente nella sicurezza degli istituti, attraverso il rafforzamento degli organici e l’impiego di moderne tecnologie.
«Ribadiamo inoltre – prosegue – la necessità di istituire anche in Basilicata una Unità cinofila della Polizia Penitenziaria, strumento indispensabile per contrastare con maggiore efficacia il traffico di droga e l’introduzione di materiali illeciti nelle carceri della regione».
Il segretario generale del SAPPE Donato Capece esprime il proprio plauso al personale in servizio a Matera. «L’operazione odierna conferma, ancora una volta, l’altissimo livello di professionalità e di dedizione delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria.
A loro va il ringraziamento del SAPPE per aver impedito un grave episodio che avrebbe potuto compromettere l’ordine e la sicurezza dell’istituto»..
«La Polizia Penitenziaria – prosegue Capece, «non è soltanto il presidio che garantisce quotidianamente la sicurezza delle carceri italiane: è una componente essenziale del sistema di sicurezza nazionale.
Ogni droga sequestrata, ogni telefono cellulare intercettato, ogni tentativo di introduzione di oggetti vietati o di evasione sventato significa maggiore sicurezza non solo all’interno degli istituti, ma anche per l’intera collettività. Il Corpo è un autentico baluardo della legalità e dello Stato, che opera spesso in silenzio e lontano dai riflettori, meritando rispetto, riconoscenza e investimenti concreti».
Il SAPPE rinnova infine il proprio apprezzamento al personale della Casa circondariale di Matera, protagonista dell’ennesima brillante operazione di polizia giudiziaria, che ha consentito di impedire l’introduzione di sostanze stupefacenti e di assicurare alla giustizia la responsabile del tentativo criminoso.


