unedì 20 luglio 2026 – “Lo avevamo denunciato settimane fa con un’interrogazione rimasta senza risposta, come le altre presentate sull’utilizzo delle compensazioni ambientali e sui progetti non oil.
Adesso abbiamo la conferma che oltre sei milioni di euro destinati allo sviluppo della Basilicata vengono trattenuti da ENI per coprire le bollette energetiche non pagate da Acquedotto Lucano, compresi gli interessi di mora”.
Lo dichiarano il Vice Presidente del Consiglio Regionale, Angelo Chiorazzo e il Capogruppo regionale di Basilicata Casa Comune, Gianni Vizziello, annunciando il deposito di una nuova interrogazione urgente.
“Altro che bonus idrici, risparmi sbandierati da Bardi e riduzione strutturale dei costi energetici. Acquedotto Lucano ha accumulato oltre 8,4 milioni di euro tra fatture scadute e interessi di mora, mentre ENI ha già comunicato trattenute sulle compensazioni ambientali per oltre sei milioni.
Sono risorse sottratte agli investimenti, allo sviluppo sostenibile e all’occupazione per coprire debiti e incapacità gestionali.
Nel frattempo – proseguono i consiglieri di BCC – dei tre impianti fotovoltaici previsti ad Aliano, Irsina e Lavello, che avrebbero dovuto produrre complessivamente circa 49 MW, finanziati con un investimento di 55 milioni di euro, non c’è ancora traccia.
Avrebbero dovuto garantire, a partire dal 1° gennaio 2026, l’autonomia energetica del servizio idrico e una riduzione strutturale dei costi. Invece, ancora oggi, le compensazioni ambientali vengono utilizzate per pagare i debiti e le bollette di Acquedotto Lucano.
Il 16 luglio Bardi ha parlato a Palazzo Chigi, davanti a tre autorevoli Ministri e ad un Sottosegretario del Governo Meloni, del piano di autonomia energetica di Acquedotto Lucano, sostenendo che la gestione delle risorse idriche ed energetiche richieda un approccio “mirato, tempestivo e sinergico”.
Ma dov’è stata la tempestività nella realizzazione dei tre impianti fotovoltaici al servizio di Acquedotto Lucano, previsti sin dal 2023 e non ancora realizzati?
Dov’era Bardi – si chiedono Chiorazzo e Vizziello – mentre i progetti restavano fermi ai nastri di partenza e si accumulavano milioni di euro di debiti nei confronti di Eni?
Bardi continua a prendere in giro i lucani e, a questo punto, anche un Governo fin troppo compiacente, nascondendo il fallimento dei progetti non oil e lo spreco delle risorse derivanti dalle estrazioni petrolifere. Siamo stanchi delle promesse mancate e delle narrazioni propagandistiche.
Vogliamo sapere – concludono Chiorazzo e Vizziello – chi siano i responsabili dei ritardi, chi abbia consentito che le risorse venissero dirottate per pagare i debiti di Acquedotto Lucano e quali responsabilità amministrative, gestionali e contabili abbiano determinato questo sperpero”.
Foto di copertina: Chiorazzo e Vizziello


