Domenica 19 luglio 2026 – “La fotografia scattata dal Rendiconto sociale 2025 dell’Inps Basilicata restituisce alcuni segnali positivi sul fronte occupazionale, ma evidenzia al tempo stesso criticità profonde che non possono essere sottovalutate. Se da un lato la disoccupazione registra una contrazione, dall’altro emerge con chiarezza una riduzione dell’occupazione stabile e, in particolare, dei rapporti di lavoro a tempo indeterminato, elemento che pone un serio interrogativo sulla qualità reale della crescita occupazionale nella nostra regione”.
Lo afferma Rocco Casaletto, segretario generale Filcams Cgil Potenza.
“Il dato più significativo – continua – non è soltanto quanti lavoratori risultino occupati, ma quale tipo di occupazione si stia creando.
Un mercato del lavoro che produce soprattutto contratti precari, part-time involontari, rapporti stagionali e retribuzioni insufficienti rischia infatti di alimentare nuove forme di fragilità sociale e lavorativa, pur in presenza di indicatori occupazionali apparentemente migliorati.
I comparti rappresentati dalla Filcams Cgil sono tra quelli maggiormente interessati da queste dinamiche. Nel turismo, nel commercio, nei multiservizi, negli appalti e nei servizi fiduciari la precarietà continua a rappresentare una condizione strutturale per migliaia di lavoratrici e lavoratori. In molti casi si lavora per pochi mesi all’anno, con contratti a termine reiterati o con orari ridotti che non consentono di raggiungere livelli retributivi adeguati.
Allo stesso tempo il fenomeno del lavoro povero si sta estendendo anche a persone che, pur avendo un’occupazione, faticano ad arrivare alla fine del mese.
Particolarmente preoccupante – sostiene Casaletto – è la situazione del settore turistico, che rappresenta una delle principali vocazioni economiche della Basilicata.
Non possiamo pensare di costruire uno sviluppo duraturo continuando a fondarlo prevalentemente su occupazione stagionale e precaria. Così come desta attenzione il settore del commercio, dove il ricorso al part-time involontario e alla flessibilità estrema rischia di comprimere ulteriormente salari e diritti. Analoghe criticità interessano il comparto multiservizi, dove il peso degli appalti e la logica del massimo ribasso finiscono spesso per scaricarsi sulle condizioni dei lavoratori”.
A rendere il quadro ancora più delicato, secondo Casaletto, sono dati demografici evidenziati dall’INPS. “La Basilicata – sostiene – continua a perdere popolazione e giovani, mentre aumenta l’invecchiamento della società. Se ai bassi salari e alla precarietà si aggiunge la mancanza di prospettive occupazionali stabili, il rischio concreto è quello di vedere crescere ulteriormente l’emigrazione delle nuove generazioni verso altre regioni del Paese.
Queste tendenze non riguardano esclusivamente la Basilicata. In misura diversa, rappresentano un fenomeno che attraversa l’intero Paese. Per questo – conclude – continuiamk a sostenere, anche a livello nazionale, la necessità di rafforzare la contrattazione collettiva, aumentare i salari reali, contrastare l’abuso dei contratti a termine, ridurre il part-time involontario e garantire una piena applicazione delle clausole sociali negli appalti. L’occupazione deve tornare a essere sinonimo di dignità, stabilità e sicurezza economica.
Sul piano regionale chiediamo l’apertura di un confronto permanente tra Regione Basilicata, parti sociali, associazioni datoriali e istituzioni competenti per monitorare l’evoluzione del mercato del lavoro nei servizi e nel terziario. Occorre costruire politiche che incentivino le assunzioni stabili, sostengano la qualificazione professionale, valorizzino il lavoro femminile e giovanile e contrastino il dumping contrattuale e salariale.
La riduzione della disoccupazione- conclude Casaletto – è certamente una notizia positiva, ma non può bastare. La vera sfida è costruire occupazione di qualità. Una regione cresce davvero quando crea lavoro stabile, ben retribuito e capace di offrire una prospettiva di vita alle persone. È su questo terreno che la Filcams Cgil Potenza intende continuare la propria iniziativa sindacale e il proprio confronto con le istituzioni e con il sistema delle imprese”.


