In Basilicata 14 famiglie su 100 non riescono a pagare le bollette, si tratta di 74mila lucani e circa 33mila famiglie. Sintomo della povertà energetica, una vera e propria piaga che non potrà fare altro che peggiorare in questo 2026 per effetto delle ripercussioni della guerra in Medio Oriente sul prezzo della materia prima.
Secondo l’ultimo report della Cgia di Mestre la percentuale delle famiglie lucane che vivono questa condizione di indigenza economica per le spese di gas e luce è del 14,1%. Un dato nettamente superiore alla media nazionale del 9,1 che pone la Basilicata tra le più vulnerabili d’Italia al sesto posto, un triste primato che vede in cima a questa onerosa classifica la Puglia con il 18,1%, corrispondente a 302.591 famiglie in povertà energetica per circa 700 mila persone.
Andando ad esaminare il dettaglio dei costi, secondo la Cgia nel mese di marzo il gas ha toccato 53 euro per megawattora, il 37 per cento in più rispetto al 2025; l’energia elettrica è a 143 euro, in crescita del 23 per cento. Cifre che se confermate per le famiglie lucane porterebbero ad un costo per l’anno in corso pari a 387 milioni di euro: 45 milioni in più rispetto al 2025.
Un contesto generale che ovviamente non esclude il settore produttivo incrinando ulteriormente la già fragile economia della Basilicata ed incidendo negativamente su chi si vedrà costretto a pagare bollette più salate nella doppia veste di imprenditore e privato cittadino.

