Domenica 1 marzo 2026 – Sono trascorsi sette anni da quando Marisol Lavanga, appena diciassette anni, improvvisamente morì. Ai genitori, al fratello, ai tanti amici rimase solo il suo sorriso. Una eredità che tutti hanno accolto per non dimenticarla.
E proprio per ricordarla, la Fondazione Marisol Lavanga Ets ha organizzato sabato, 28 febbraio scorso, una giornata alla quale hanno partecipato quanti l’hanno conosciuta.
Una giornata iniziata la mattina nell’incontro con gli studenti dell’istituto “Da Vinci-Nitti”, la scuola che Marisol aveva frequentato.
Sono le testimonianze di alcuni compagni di scuola di Marisol che non l’hanno mai dimenticata.
Come vivo è il ricordo di Marisol nella Preside dell’istituto, Alessandra Napoli.
Il tema della giornata, promossa dalla fondazione “Marisol Lavanga ETS”, è stato “Rinascere. Lasciare germogliare cò che è nascosto” sul quale gli studenti dell’istituto “Da Vinci- Nitti” si sono confrontati, stimolati da Roberta Ravalelli insieme a don Paolo Costa dell’associazione “La casa delle farfalle”
Li abbiamo intervistati.
La giornata è proseguita nel pomeriggio nell’auditorium della parrocchia di Santa Cecilia di Potenza con un incontro, condotto da Luciana Mancuso, nel corso del quale è stato presentato il libro di Ignazio Punti “L’arte di accompagnare, farsi, accompagnare e RINASCERE. La pedagoia di Emmaus”.


Un libro, quello di Punzi che – come ha detto l’autore – esplora tre attitudini vitali apprese attraverso un percorso interiore.
Ispirato alla narrazione dei discepoli di Emmaus, il testo propone un modello di crescita personale e comunitaria basato sull’andata e ritorno, la trasformazione e il discernimento.

Un’esperiena arricchente quella che la Fondazione ha proposto per una riflessione nel ricordo di Marisol.
Il presidente Domenico Lavanga fa un bilancio della giornata.
