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Letto Sui miasmi a Pisticci Scalo critiche all’Arpab da parte di “Movimento Tutela Valbasento” e dell’ass. “Cova Contro”
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Ambiente e Territorio

Sui miasmi a Pisticci Scalo critiche all’Arpab da parte di “Movimento Tutela Valbasento” e dell’ass. “Cova Contro”

Redazione 1 Dicembre 2025
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Lunedì 1 dicembre 2025 – “L’ultimo rapporto ARPAB sul monitoraggio delle molestie olfattive a Pisticci Scalo, relativo al periodo 12 giugno – 30 luglio 2025, racconta una storia molto diversa da quella suggerita nelle sue conclusioni. E la racconta con i numeri”.
Lo affermano in una nota il “Movimento Tutela Valbasento” e l’ass. “Cova Contro”.

“Per 35 giorni su 36, la centralina installata nel quartiere abitato ha registrato il superamento della soglia di percezione dell’idrogeno solforato (H2S), il tipico “odore di uova marce” associato agli impianti industriali e al trattamento di reflui. Una presenza, dunque, praticamente quotidiana, rilevata da uno strumento scientifico e non solo dalle sensazioni soggettive dei cittadini.

In più, – prosegue la nota – la soglia indicata dall’OMS per gli episodi di molestia olfattiva – 7 µg/m³, da non superare per più di mezz’ora – è stata oltrepassata in ben due occasioni (il 7 e il 27 luglio), anche se per durate inferiori ai 30 minuti. Non si tratta, quindi, di dettagli trascurabili. Il disturbo odorigeno non è “accettabile” (come si legge nel documento) bensì mal tollerato dalla popolazione locale.

Il rapporto Arpab contiene anche una mancanza evidente e decisiva: non analizza la provenienza dei venti né la direzione del pennacchio odorigeno. In un’area industriale complessa come quella di Pisticci Scalo, dove operano impianti che trattano reflui industriali e petroliferi provenienti anche da fuori regione, ignorare la variabile vento significa rinunciare sin dall’inizio a capire da dove arrivino le molestie olfattive. Una sola centralina, posta in un unico punto, non consente di individuare una sorgente né permette di escluderla.

Il documento, poi, insiste più volte sul fatto che le segnalazioni tramite l’app di Telegram PisticciOdorBot siano state “solo” 26; ma non spiega che:

  • il sistema di geolocalizzazione impediva di segnalare odori percepiti lungo la strada Basentana o nei centri vicini,
  • gli abitantidi Pisticci Scalo sono circa 500, spesso anziani e mai coinvolti in una vera campagna informativa casa per casa,
  • dopo anni di segnalazioni ignorate e di minimizzazioni da parte di Arpab, la sfiducia della popolazione è comprensibile;
  • l’iniziativa, resa nota in due eventi pubblici spalmati in più anni, è stata abbandonata precocemente da Arpab senza alcuna comunicazione ufficiale; è stata, infatti, ripresa solo a seguito della segnalazione di alcuni cittadini locali.

Ora, di sicuro, – affermano i responsabili di “Movimento Tutela Valbasento” e l’ass. “Cova Contro”- i miasmi di Pisticci Scalo non sono una novità.
Nell’ultimo decennio, famiglie intere sono state spesso costrette a chiudere le finestre per l’aria irrespirabile del quartiere. Da allora la situazione è cambiata, ma non è mai davvero scomparsa; è diventata forse meno eclatante, ma pur sempre costante. Adesso, però, anche i dati scientifici lo certificano: quasi ogni giorno, l’aria contiene tracce misurabili di idrogeno solforato. Nel report di Arpab, purtroppo, nulla si dice sui potenziali rischi sanitari che questi miasmi rappresentano, e mai si tirano in ballo le responsabilità dell’ASM, da sempre grande assente nel dibattito ambientale locale.

Queste, dunque, le nostre richieste chiare e precise che rivolgiamo all’ARPAB e all’Assessore all’Ambiente, dott.ssa Laura Mongiello:

  1. Installazione a Pisticci Scalo di almeno quattro centraline fisse per l’H2S (posizionate anche sottovento agli impianti di smaltimento reflui), ma anche di una rete di deposimetri edi una centralina multiparametrica con dati in tempo reale per COV, idrocarburi non metanici, BTEX, acidi e micropolveri
  2. Indagine specifica sulle possibili fonti emissive dei miasmi, basata su dati scientifici e non su deduzioni indirette
  3. Realizzazione di un’analisi annuale completa degli impatti odorigeni a Pisticci Scalo, con analisi meteorologiche (ad es. direzione dei venti), traccianti multipli e correlazioni orarie con le attività industriali, modellistica e individuazione delle sorgenti odorigene; esiste già, infatti, la Legge Regionale n. 39/2021 sulle emissioni odorigene ed è ora di usarla e di denunciarne gli eventuali limiti operativi
  4. Riattivazione immediata dell’app Telegram di segnalazione, con un raggio GPS più allargato e un programma informativo più accurato per i residenti, con annessa idonea campagna pubblicitaria e informativa
  5. Apertura a Pisticci Scalo di un presidio (anche temporaneo) che coinvolga Arpab e ASM (o il progetto LUCAS) in uno studio preciso sui nessi tra ambiente inquinato e salute della popolazione locale
  6. Un tavolo permanente ARPAB – Comune – Associazioni, che garantisca maggiore tempestività e trasparenza nella pubblicazione dei dati ambientali relativi a Pisticci Scalo e al SIN Val Basento.

    Le associazioni Movimento Tutela Valbasento e Cova Contro – conclude la nota — continueranno a chiedere chiarezza, controlli adeguati e rispetto per le famiglie che vivono in uno dei quartieri lucani più esposti agli impatti ambientali. Perché il diritto a respirare aria pulita non può essere considerato “accettabile” solo per le interpretazioni arbitrarie di chi non vive ogni giorno sulla propria pelle il problema dell’inquinamento dell’aria.

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