Sulla vicenda Pittella, Bolognetti risponde al sen. Rospi (M5S)

I deputati di questa fu Repubblica del cambiamento che non c’è dovrebbero preoccuparsi ed occuparsi - afferma Bolognetti - della situazione di incompatibilità ambientale in cui si trovano alcuni magistrati in servizio nelle Procure lucane

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Chi di voi ha visto un film cult della fantascienza anni ’50 intitolato “L’invasione degli ultracorpi”? Ecco, non so perché, ma leggendo le esternazioni dell’on. ing. Gianluca Rospi mi son venuti in mente i baccelloni, che nel film diretto da Don Siegel sostituiscono gli umani.
Inizia così la nota di Maurizio Bolognetti, segretario regionale dei Radicali Lucani (nella foto di copertina), in risposta a quanto dichiarato dal sen. Gianluca Rospi del M5S in riferimento alla posizione assunta da parte del Pd e dalla maggioranza alla Regione dopo il pronunciamento del Riesame sulla vicenda giudiziaria di Marcello Pittella.  L’esponente pentastellato l’aveva definita “ennesimo avvilente tentativo di sostituirsi al potere giudiziario”

“All’Onorevole ed ex collaboratore dell’Ente Nazionale Idrocarburi – così risponde Bolognetti – dico che criticare gli atti compiuti non dalla magistratura, ma da singoli magistrati, non è reato.
L’on. Rospi anziché preoccuparsi di un inesistente tentativo di sostituirsi al potere giudiziario, farebbe bene ad occuparsi seriamente dell’ennesimo assalto mosso dalle compagnie petrolifere al nostro territorio.

I deputati di questa fu Repubblica del cambiamento che non c’è dovrebbero preoccuparsi ed occuparsi – afferma Bolognetti – della situazione di incompatibilità ambientale in cui si trovano alcuni magistrati in servizio nelle Procure lucane.

In attesa che il nostro Ultra-Rospi risponda ad alcune domande che da tempo vado ponendogli, oso sperare che nel 2019 il Movimento 5Stelle abbandoni finalmente la politica del doppio binario e delle doppie verità.

La chiudo – conclude Bolognetti – così, citando l’Eduardo De Filippo della poesia ‘A paura mia: “M’arrobbano? Arreduco mmiez’ ‘a via? J’ fatico e addevento chillu stesso, ma, quanto voglio bene a mamma mia, a mme fa paura sul’ ‘o fesso!”