Traffico di sostanze stupefacenti nel Venosino: 22 ordinanze cautelari (i nomi degli indagati)

I nomi delle ventidue persone raggiunte da ordinanze cautelari a conclusione dell'inchiesta dei carabinieri sul traffico di stupefacenti a Venosa

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Nella prima mattinata di oggi, martedì 11 settembre, a conclusione di indagini coordinate dalla Procura  della Repubblica di Potenza – Direzione Distrettuale Antimafia, e condotte dai Carabinieri della Compagnia di Venosa, sono state eseguite 22 ordinanze  cautelari  personali, disposte dal GIP di Potenza nell’ambito dell’operazione “T11r11 Over” (3 custodie cautelari in carcere, 9 arresti domiciliari con applicazione del c.d. ‘braccialetto elettronico’ e 10 divieti di dimora nel comune di Venosa).

Le indagini. avviate nel 2017 e basate su una sinergica applicazione di molteplici e diversificati atti (intercettazioni. servizi di osservazione. controllo e pedinamento. perquisizioni e sequestri. arresti in flagranza ‘a riscontro’), hanno consentito di accertare l’esistenza di un’articolata associazione a delinquere, composta da 12 persone, dedita ad  un intenso traffico di sostanze stupefacenti (del tipo cocaina, eroina, hashish e marijuana) radicata in Venosa.

Dalle indagini svolte risultava che, al vertice dell’associazione. vi era  Antonio Scoca, 47 anni di Vernosa   che garantiva un continuo rifornimento di sostanza stupefacente ai vari associati-rivenditori al dettaglio, esercitando sui sodali la propria indiscussa autorità, se del caso anche mediante l’uso della forza e minacce.

I luoghi di approvvigionamento della sostanza, poi rivenduta nella piazza di Venosa, vanno individuati nel vicino territorio foggiano, confermando  così una allarmante sinergia fra la criminalità organizzata lucana e quella operante nel limitrofo circondario foggiano.

Le investigazioni. in particolare, hanno conentito di accertare, in termini di gravità indiziaria. come l’attività criminosa fosse improntata a criteri tipicamente ‘imprenditoriali’ di programmazione e gestione dell’illecita intermediazione in stupefacenti, con riferimento, ad esempio. alla precisa ripartizione, da parte dei citati capi dell’associazione, dei proventi economici dell’attività di spaccio, alla razionale diversificazione dei ruoli all’interno dell’associazione, alla determinazione dei ‘prezzi’ dello stupefacente, alle condizioni per la concessione agli assuntori di eventuali ‘dilazioni’ di pagamento.

Diversi episodi di spaccio – e questo desta particolare allarme sociale – avvenivano in prossimità di luoghi di aggregazione giovanile.

 Elevato appariva, inoltre, il numero di assuntori che periodicamente si rivolgevano al sodalizio, capace di assicurare un’offerta di stupefacente ampia e diversificata, adatta alle esigenze di una domanda particolarmente intensa.

Accanto a persone già imputate per reati in materia di stupefacenti va evidenziata, tra i soggetti destinatari di misura cautelare detentiva nella presente indagine, la presenza di alcuni associati poco più che ventenni, che – grazie ali’ ‘expertise’ delinquenziale trasmesso dal vertice dell’associazione – manifestano già una caratura criminale di rilievo ed un crescente ruolo nell’attività di spaccio. Ed infatti, le indagini hanno disvelato un graduale ‘ricambio’ dei circuiti dello stupefacente nel territorio venosino, e l’allarmante compresenza di ‘veterani’ e di figure ‘emergenti’. che ha reso necessario un tempestivo intervento cautelare.
E’ inoltre purtroppo emerso l’impiego, in talune  attività  illecite.  anche  di  3  minorenni.

 Nei confronti di altre 10 persone, non facenti parte dell’associazione a delinquere, ma pure responsabili di molteplici episodi di detenzione e cessione di stupefacente (ed alcuni anche molto giovani), è stata applicata la misura del divieto di dimora nel Comune di Venosa.

Le misure sono state eseguite da circa 80 militari della Compagnia Carabineri di Venosa. con l’ausilio del Comando Provinciale CC. che si sono avvalsi anche  di  unità  cinofile  per l’esecuzione di perquisizioni disposte da questa Autorità giudiziaria nei confronti di tutti i 22 destinatari di misura cautelare.

Da sinistra: il Cap. Vergine, il Pm Mandurino, Il Procuratore Curcio, il col. Albansese

Dalle risultanze delle indagini emerge un dato preoccupante: il commercio di stupefacenti in una piccola realtà che coinvolge molti giovani, avvicinati, come si diceva, anche nei pressi di luoghi di aggregazione quale l’oratorio, sembra che avvenga senza che nessuno se ne preoccupi.
Un problema, questo, affrontato nella conferenza stampa dal Procuratore Francesco Curcio, presenti il titolare dell’inchiesta il P.M. Paolo Mandurino, il comandante del gruppo carabinieri provinciale di Potenza, Nicola Albanese, e il comandante della compagnia dei carabinieri di Venosa, Alessandro Vergine.

Lo abbiamo intervistato.

I NOMI DELLE PERSONE RAGGIUNTE DA ORDINANZE CAUTELARI

Custodia cautelare in carcere
Antonio Scoca, venosino

Rocco Teora, venosino

Custodia cautelare agli arresti domiciliari
Michele Gallo, venosino

Giovanni Gallo, venosino
Vito Delfino, venosino,
Marco Stazzone, venosino
Giuseppe Castriotti, venosino
Brahim El Fenaouy, marocchino residente a Venosa
Michele Colella, enosino,
Giuseppe Camarchio, residente a Maschito

Divieto di dimora nel Comune di Venosa
Paolo Alessandro Summa, venosino

Rocco Pescuma, venosino
Gennaro Coviello, melfitano dimorante a Venosa
Giulio Caloiero, barese dimorante a Venosa
Damiano Amoruso, venosino
Giovanni Artelli, barese dimorante a Venosa
Rocco Spada, venosino
Marco Gammone, leccese dimorante a Venosa
Gennarino Muccilli, canosino dimorante a Venosa
Lucia Carlone, venosina