Tempa Rossa: evitare gli errori della Val d’Agri

Lo chiede il segretario regionale di IdV, Angelo Rosella, alla luce dell'inizio dell'attività a Tempa Rossa e della scadenza del protocollo di intesa con l’Eni che avverrà nel prossimo novembre

179

Aggiornare la strategia complessiva della Regione sull’uso delle risorse energetiche. Lo chiede il segretario regionale di IdV, Angelo Rosella, alla luce dell’inizio dell’attività a Tempa Rossa e della scadenza del protocollo di intesa con l’Eni che avverrà nel prossimo novembre.
E’ indispensabile che ciò avvenga – sostiene Rosella – per scongiurare il pericolo che le comunità del Sauro vivano le stesse problematiche di quelle di Viggiano-Grumento e comuni limitrofi.
Si tratta pertanto – precisa – di programmare, in contemporanea con l’attività del primo pozzo Gorgoglione 2, le iniziative  necessarie a realizzare quella rete di monitoraggio e prevenzione che in Val d’Agri ha mostrato troppi buchi e tra l’altro vistosi.
Per Rosella, insieme alla tutela di ambiente, salute, territorio, attività agricole e produttive la priorità resta il lavoro. “Non possiamo accontentarci – afferma – dei 30 giovani laureati e tecnici che la Total assumerà a Tempa Rossa. Il recente sciopero dei lavoratori della New Service srl, azienda che opera in subappalto all’interno del Centro Olio di Corleto Perticara, è significativo delle questioni ancora aperte sul fronte occupazionale perché attualmente troppi posti sono precari.
Inoltre – dice Rosella – bisogna ritrovare l’autorevolezza per riaprire il confronto oltre che con le società petrolifere con il Governo nazionale tenuto conto che  l’avvio di Tempa Rossa dovrebbe incrementare la produzione nazionale di altri 10 mila barili e arrivare a regime addirittura a 50 mila barili al giorno.
Tutto questo potrebbe far arrivare l’output italiano nell’arco di un triennio, secondo quanto ipotizza Nomisma Energia , a 20,6 milioni di tonnellate di greggio aumentando i benefici delle royalties del 250% soprattutto nei confronti della Basilicata che contribuisce per l’80% alla produzione italiana (e dal 2000 ad oggi ha incassato 2,2 miliardi di euro escludendo i fondi del Programma Operativo Val d’Agri e altre compensazioni).
Un ulteriore approfondimento merita – secondo IdV – la questione delle piccole e medie imprese lucane i cui titolari ieri continuano a manifestare il forte disagio perché non vadano completamente escluse dalle commesse Eni.