Indignati De Ruggieri e Adduce per la chiusura della redazione di Matera de La Gazzetta del Mezzogiorno

Una scelta incomprensibile alla vigilia di un importante appuntamento culturale.

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Il sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri e il Presidente della Fondazione Matera-Basilicata 2019 Salvatore Adduce indignati per la decisione de La Gazzetta del Mezzogiorno di chiudere dal 1° agosto la redazione di Matera.

In sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri

De Ruggieri

Una indignazione avvalorata – come precisa nella lettera inviata da De Ruggieri all’editore dello storico quotidiano – “dalla constatazione che Ella non ha attualizzato tale scelta aziendale, ignorando il ruolo internazionale e rappresentativo che la città di Matera svolgerà nel prossimo 2019, quale Capitale europea della cultura.

Matera nel prossimo anno, vivrà le tensioni e la responsabilità di rappresentare l’ltalia culturale nel contesto dell’Unione europea e del mondo. La Sua drastica decisione – sostiene De Ruggieri – non solo ignora questo momento storico, ma mortifica la funzione internazionale di una città meridionale ascesa a tali straordinari Livelli rappresentativi”.
Nonostante l’importanza di questo avvenimento la Gazzetta del Mezzogiorno “in maniera incomprensibile” – dice De Ruggieri – chiude la propria sede materana anzicchè potenziarla.
“Con tale inconfessabile scelta, Ella – scrive De Ruggieri – rinuncia al ruolo determinante di  informazione e annienta in un so lo colpo i 130 anni di presenza sul territorio , delegando al  testate giornalistiche alla comunicazione  di tale eccezionale evento.
A nome della comunità territoriale e nazionale che oggi rappresento, Le contesto tale scelta perché non ha avvertito il valore reputazionale di questa città in questo particolare momento storico.
Mi chiedo come si potranno diffondere e comunicare i contenuti quotidiani dì una vicenda epocale e culttLrale privando Matera del necessario presidio redazionale?
Nel denunciare raie dissennata scelta imprenditoriale e culturale, mi stringo, con un gesto di solidarietà, alle fume di redazione e ai semplici o illustri collaboratori che in vari decenni hanno dato al quotidiano un taglio vigo roso, con un’informazione precisa e mai di parte.
Mi auguro che Ella – conclude De Ruggieri – sappia cogliere il senso di questa mia nota e voglia trarre le decisioni conseguenti.
Attendo un Suo cenno di ufficiale assicurazione”.

Adduce

“Non le nascondo un certo sconcerto mio personale e, da quanto leggo e sento, di una intera comunità di fronte a questa scelta che, per quanto possa essere motivata sotto il profilo economico, risulta – sostiene Adduce  –  quanto mai inopportuna soprattutto in una fase così importante come quella che Matera si prepara a vivere in relazione al ricco programma culturale che stiamo costruendo in vista del 2019, quando la nostra città sarà capitale europea della cultura e rappresenterà l’Italia in Europa e nel mondo.

Non ho difficoltà a comprendere la crisi che il sistema dell’informazione nel suo complesso sta attraversando da oltre una decina di anni non solo e non tanto per la difficile congiuntura economica, ma anche e soprattutto per le conseguenze della comunicazione digitale che evidentemente ha fortemente modificato i processi produttivi ed i modelli a cui per oltre un secolo eravamo abituati.

Così come, di fronte a tale crisi ritengo assai importante la decisione di mantenere l’organico redazionale.

E tuttavia, chiudere gli uffici e assicurare l’informazione attraverso le forme del telelavoro ritengo sia una scelta contraddittoria per almeno due ragioni.

Gli uffici rappresentano il luogo fisico di una redazione, un vero e proprio presidio in cui si esercitano i principi di base della professione giornalistica a vantaggio soprattutto delle giovani leve del giornalismo, senza contare il grande tema del rapporto “democratico ” che una redazione intesse con il territorio e l’ambiente. Trasformare questo spazio fisico, reale, in un luogo virtuale ritengo che sia sbagliato perché riduce e indebolisce gli spazi del confronto, riduce e indebolisce gli spazi di una già fragile democrazia.

C’è una seconda ragione per cui trovo questa scelta non opportuna per le modalità e la tempistica. In questi anni Matera si sta preparando al 2019 con diverse iniziative, alcune delle quali sono state promosse anche sul vostro giornale attraverso l’acquisto di spazi pubblicitari. Ma non è nulla rispetto agli investimenti che prevediamo di fare da settembre 2018 e per tutto il 2019. Il piano di comunicazione approvato dal cda che ho l’onore di presiedere, prevede un investimento complessivo di circa 6 milioni di euro che ovviamente saranno ripartiti sia per l’acquisto di spazi nei principali hub aeroportuali e ferroviari italiani, sia sui mezzi di informazione.

Di fronte a questo scenario ci aspettiamo una maggiore attenzione e, perché no, anche un rafforzamento della redazione e, magari, una proposta di mediapartnership per affrontare questo viaggio insieme,  proprio come stanno facendo altri giornali.

Nell’esprimere solidarietà ai giornalisti tutti a cominciare dai tanti giovani corrispondenti fino alle firme importanti che in questi anni hanno fornito qualità professionale al lavoro prezioso per il nostro territorio, chiedo, pertanto, di riconsiderare la decisione per assicurare alla nostra città e alla nostra provincia il mantenimento di una voce dell’informazione che appartiene alla storia del giornalismo, il mantenimento di un vero e proprio presidio territoriale di democrazia.