Lavoro autonomo: obbligatorio aprire la Partita Iva se si è dipendenti di un’azienda privata?

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Questa settimana ci ha scritto Claudio da Matera per porci la seguente domanda.

Attualmente lavoro come dipendente per un’azienda privata. Ho intenzione di svolgere delle consulenze nel settore informatico. Sono obbligato ad aprire la partita Iva o posso considerare tale attività come lavoro autonomo occasionale? Inoltre, sono obbligato all’iscrizione alla Gestione Separata INPS? (Claudio, 35)

Gentilissimo Claudio, grazie per averci scritto.

Il lavoratore autonomo è quel soggetto che svolge, a favore di un committente e verso un corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio e senza alcun vincolo di subordinazione.

L’attività di lavoro autonomo può essere svolta in modo occasionale, in assenza di prevalenza e abitualità, oppure abitualmente ed in forma professionale assumendo rilevanza ai fini della normativa Iva. La legge non individua alcun limite di reddito, o di durata della prestazione, oltre il quale il reddito di lavoro autonomo percepito smette di essere ritenuto “occasionale” e diventa “abituale”, entrando così nel campo di applicazione dell’Iva. Pertanto, il soggetto prestatore sarà tenuto all’apertura della partita Iva qualora intenda svolgere tale attività con professionalità, sistematicità ed in via abituale; tale adempimento non sarà, di contro, necessario qualora le consulenze siano erogate in via estemporanea.

Nonostante l’autore del quesito sia già titolare di una posizione previdenziale collegata al proprio status di lavoratore dipendente, qualora svolga attività di lavoro autonomo occasionale (ancorché nei confronti di più committenti) ed il reddito che ne deriva superi nell’anno l’ammontare complessivo di € 5.000, lo stesso ha l’obbligo di iscriversi alla Gestione Separata INPS ed assoggettare i redditi superiori a detta soglia al contributo previdenziale, con le aliquote in vigore al momento della corresponsione di ogni compenso “oltre soglia”. L’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata nasce nel momento e nell’anno in cui il lavoratore supera il predetto limite di reddito: pertanto, i lavoratori autonomi occasionali con reddito da lavoro autonomo occasionale non superiore a cinquemila euro nell’anno solare, non sono obbligati né all’iscrizione alla Gestione Separata né al versamento di contributi previdenziali.

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Dott.ssa Vanessa V. Rado – Dottore Commercialista e Revisore legale dei conti