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Ambiente e Territorio

Il cinto della "discordia", le voci dei protagonisti

USB - Ufficio Stampa Basilicata 1 Giugno 2016
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La polemica nata nei giorni scorsi e che ha come protagonisti don Vito Telesca, parroco di San Gerardo, e Francesco Romagnano, presidente dell’associazione Io Potentino, ha diviso l’opinione pubblica circa la decisione del primo di vietare, durante la processione del Santo Patrono di Potenza del 30 maggio scorso, l’inserimento del cinto realizzato dagli ammalati dell’hospice del San Carlo di Potenza e degli utenti del centro diurno per disabili gravi.

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Riportiamo integralmente il post che Francesco Romagnano ha pubblicato sulla sua pagina Facebook
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E’ successa una cosa che non ci è piaciuta, per niente.
Abbiamo evitato le chiacchiere pubbliche nel giorno della festa.
Vogliamo evitare anche le offese e le discussioni da borgata, il parere di chi dovrebbe occuparsi di altro nonché la solidarietà che a noi non serve ,a meno che non sia espressa in chilogrammi.
Ma urgono delle scuse, non a noi, non a me ma a tanti soggetti deboli che meritano ben altra attenzione.
A San Gerardo, in piena distribuzione dei kit ristoro di benvenuto mi frà, mi ha telefonato Don Vito Telesca, avvisandomi che il cinto votivo realizzato per portare la preghiera ( scritta su carta ) dei pazienti dell’Hospice San Carlo e degli utenti del centro diurno per disabili gravi, semplicemente non doveva essere presente nella processione del santo patrono.
Elemento pagano nonché il mancato permesso preventivo, queste le motivazioni.
Non è ovviamente la prima volta che accade tutto ciò, nelle edizioni precedenti lo abbiamo fatto di soppiatto, quasi come dei criminali portatori di tritolo.
Questa volta no, l’impegno della mia associazione per il sociale, diventato statutario, mi obbliga ancora di più e senza mezzi termini, che venga portato rispetto alle persone che portiamo nel cuore ed alle collaborazioni che abbiamo costruito.
Se passare ore a costruire qualcosa insieme a chi vorrebbe ma non può è pagano, allora perdonateci, non abbiamo capito nulla, se bisogna chiedere il permesso per portare questo messaggio, spiacenti, ma ci sembra troppo. Niente ha precedenza come la preghiera di chi ha bisogno.
La parata, nonostante il rispetto che le mostriamo, è e resta un anticipo di questo segno di fratellanza e condivisione che portiamo sulle spalle.
Decisamente ingeneroso, non verso di noi ma ai nostri “donatori”, invitarci a risparmiare l’investimento del cinto ( euro 200,00 del fondo cassa tesseramento ) per un gesto di carità.
Tutti siamo uomini e tutti possiamo sbagliare, siamo convinti che la cosa non si ripeterà più e che presto lo stesso Don Vito si recherà a visitare proprio questi pazienti e questi centri.
Il nostro San Gerardo non dura in ogni caso il tempo di una processione e non deve vivere del suo protagonismo, vi aspettiamo tutti, compreso Don Vito alla festa del provolone applicato che faremo guarda caso proprio al Centro Diurno Rotary.
Solo dopo procederemo ai ringraziamenti ed ai saluti finali.
Molto pagana come cosa, senza dubbio, beh pazienza.
Non c’è ne voglia nessuno, ma abbiamo la fortuna di essere liberi nel dissentire.
A nome di tutti quelli che hanno contribuito a questo cinto, ma ovviamente a firma mia come giusto che sia.


Romagnano Francesco
Presidente Io Potentino Onlus

Riportiamo di seguito la risposta di Don Vito Telesca

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Tag cinto, don vito telesca, Francesco Romagnano, SAN GERARDO
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