Senza rimborsi regionali, l’Avis dal 19 marzo prossimo sospenderà l’attività

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C’è il rischio di non poter più garantire il fabbisogno di sangue per l’attività chirurgica se entro il 19 marzo prossimo la Regione Basilicata non trasferirà all’Avis i fondi previsti dalla convenzione.
Lo ha detto il presidente dell’Avis di Basilicata, Rocco Monetta, audito dalla quarta Commissione consiliare insieme al direttore del Centro regionale sangue del Dipartimento politiche della persona Giovanni Canitano.

“Siamo  in una situazione di grande criticità – ha detto Monetta – nonostante la disponibilità manifestata nella quotidiana opera di raccolta sangue ed emocomponenti che vede impegnate le circa sessanta sedi comunali sparse sul territorio regionale, nonché di trasporto di sangue nell’ambito regionale ed extraregionale che ha garantito un servizio puntuale e professionale. Noi lavoriamo per il pubblico e sosteniamo le nostre attività con i fondi pubblici. Quando questi vengono a mancare andiamo in difficoltà.
Al 31 dicembre scorso nel nostro bilancio mancano circa 500 mila euro e – ha precisato Monetta – non siamo più in grado di sostenere la spesa per il carburante né quella per gli stipendi dei circa 20 dipendenti. Inoltre non riusciamo più a garantire le spese per i medici e gli infermieri che lavorano nei fine settimana per garantire la raccolta sangue in regione.
Per la difficile situazione finanziaria, i medici e gli infermieri si rifiutano di operare e vengono cancellate le sedute di raccolta già calendarizzate e per le quali i volontari avevano già precedentemente attivato le procedure di chiamata dei donatori che all’ultimo momento si vedono costretti a non poter più donare.
La stessa condizione è vissuta dai fornitori che ci sollecitano il pagamento delle loro fatture emesse per il materiale già consegnato ed utilizzato. Abbiamo dovuto dotarci di un sistema di qualità per il plasma per il quale abbiamo dovuto chiamare personale esterno.
I ritardi nei pagamenti dovuti per gli stipendi e la conseguente anticipazione degli stessi e dei costi vivi relativi al trasporto ci mettono in una condizione di difficoltà economica cui oggi non riusciamo più a far fronte.

Il presidente dell’Avis di Basilicata durante l’audzione

Monetta ha ricordato che l’ottanta per cento del fabbisogno di sangue della regione è garantito dall’Avis e solo a Potenza abbiamo circa 2.500 donatori. Insomma i ritardi nei pagamenti dovuti per gli stipendi e la conseguente anticipazione degli stessi e dei costi vivi relativi al trasporto ci mettono in una condizione di difficoltà economica cui oggi non riusciamo più a far fronte.
Chiediamo la regolarità nel flusso di cassa a partire dai 10 mila euro mensili per il trasporto, per svolgere la nostra attività dal momento che dalla Regione al momento avanziamo oltre 200 mila euro e altri fondi avanziamo dall’Asp e dall’Asm.

“Cerchiamo di essere solleciti sempre con i pagamenti – ha detto da parte sua Canitano – ma purtroppo le problematiche si ripropongono sempre ad inizio anno e ora dobbiamo all’Avis la seconda metà del semestre 2017.
Non avendo approvato il bilancio abbiamo qualche difficoltà nei pagamenti. La convenzione prevede che la Regione dia 10 mila euro al mese per la quota relativa al percorso chilometrico conguagliato ogni sei mesi.
E’ già all’ordine del giorno della prossima riunione della Giunta regionale la delibera relativa al progetto per la qualità dei servizi trasfusionali e di raccolta. E’ stato accolto il progetto Avis e Fidas  per una spesa di 95 mila euro. Nel frattempo si sta lavorando alla gara per il trasporto del sangue”.

Nel corso della riunione il presidente Giuzio ha comunicato la disponibilità da parte dell’assessorato alle Politiche della Persona, Flavia Franconi,  ad incontrare l’Avis per giovedì prossimo con l’obiettivo di affrontare le problematiche sollevate dall’associazione.

“Per l’importanza di un servizio così delicato auspico – ha detto il consigliere Piero Lacorazza che aveva sollecitato l’audizione del presidente dell’Avis –  che con la definizione dell’incontro e la necessaria soluzioni da dare ai problemi evidenziati possa proseguire l’attività che vede giustamente in difficoltà il personale impegnato nella raccolta del sangue e del plasma.