L’auto elettrica nuova sfida per l’Fca di Melfi? La Uilm ci crede

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Marchionne incontra i dipendenti della Fca di Melfi

“Il fatto che l’amministratore delegato di Fca, Sergio Marchionne, abbia cambiato idea sulle auto elettriche non può che farci piacere perché va nella direzione della nostra proposta indicata da tempo per lo stabilimento di Melfi”.
E’ il commento contenuto in una nota congiunta dei segretari regionali della Uil Basilicata Carmine Vaccaro e Uilm  Marco Lomio alle dichiarazioni di Marchionne secondo le quali “entro il 2025 meno della metà delle auto prodotte al mondo sarà totalmente alimentata a combustione, ovvero a benzina o diesel, lasciando strada ai motori ibridi ed elettrici e le case automobilistiche hanno meno di un decennio per reinventarsi se non vogliono essere cancellate dai cambiamenti”.

Come dice l’amministratore delegato di Fca “questo business non è mai stato per i deboli di cuore” e a noi – continuano i dirigenti Uil e Uilm – i cambiamenti tecnologici non ci spaventano, anzi siamo pronti a raccogliere la sfida.
Per questo abbiamo sempre pensato che lo stabilimento Fca di Melfi deve diventare «la fabbrica centrale europea a marchio Jeep» candidando la piattaforma di Renegade e Fiat 500X dello stabilimento lucano da subito alla produzione di nuovi modelli nella direzione dell’Industria 4.0, dell’ibrido, del design e delle macchine 3D. Quello che Obama definì Fablab.
Continuiamo a sostenere che il campus tecnologico a San Nicola di Melfi ha una mission importante da svolgere e che la Regione Basilicata, dando corso alla dichiarazione del Presidente Pittella in occasione della recente conferenza di inizio anno, non deve perdere altro tempo per ottenere dal Mise l’insediamento di tavolo sull’automotive sempre più proiettato a reggere al meglio la competizione mondiale per contribuire nelle scelte Fca sul futuro di Melfi.
Il Congresso – sostengono Vaccaro e Lomio –  sarà l’occasione per discutere di quali sono i cambiamenti che questa trasformazione chiede alle politiche del lavoro, in modo da tentare di limitare il più possibile i rischi di un cambiamento improvviso e, allo stesso tempo, accompagnarlo senza esserne schiavi.

“La Basilicata – concludono – deve farsi trovare pronta per saper cogliere i benefici della quarta rivoluzione industriale, attuando iniziative sistemiche per lo sviluppo dello Smart manufacturing e fornendo ai lavoratori le competenze digitali per le mansioni del futuro”.