2018: le previsioni dei segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil

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Sono tante le questioni tuttora aperte che nel nuovo anno attendono risposte. Abbiamo chiesto ai segretari regionali di Cgil Cisl Uil, Angelo Summa, Enrico Gambardella e Carmine Vaccaro cosa si attendono dal nuovo anno in tema di sviluppo, occupazione per una regione che fa registrare dei segnali positivi ma che ancora ha bisogno di interventi per uscire definitivamente dalla crisi.
Ecco cosa hanno risposto.

Da sinistra: Angelo Summa, Enrico Gambardella e Carmine Vaccaro

Angelo Summa, Segretario Regionale Cgil Basilicata

Sul piano regionale le priorità sono innanzitutto le tante emergenze Sono tante le criticità del sistema produttivo lucano, le tante vertenze aperte cui bisogna dare risposte, e penso a Ferrosud, Firema , Clinica Luccioni, Argaip, senza tralasciare le questioni più complesse che attengono a Fca ed al suo indotto. Su questo e’ da tempo che abbiamo evidenziato tutti i rischi di un’ assenza di politica industriale e di un progetto più complessivo che possa rafforzare il settore dell’automotive in Basilicata. Senza una chiara strategia di sviluppo che delinei meglio le azioni di programmazione regionale, i rischi per l’occupazione sono purtroppo più che evidenti. La Basilicata nonostante tutto è una regione che ha un importante apparato manifatturiero che va rafforzato e messo nelle condizioni di poter competere e di stare dentro la sfida dell’innovazione e della automazione. In assenza di un piano industriale Regionale che colga fino in fondo la sfida dell’innovazione all’interno di un programma di investimenti che veda coinvolti direttamente università e centri di ricerca, il rischio concreto è che i settori produttivi regionali, come quelli di tutto il mezzogiorno, possano arretrare ulteriormente rispetto alle aree industriali del nord, già oggi in uno stato avanzato nel processo di innovazione. Le criticità della Basilicata attengono più in generale ai ritardi atavici relativi alla sua Governance e ad una struttura della spesa che ormai non regge più . È evidente che negli ultimi 10 anni vi è stata una gestione delle risorse pubbliche tutta orientata sulla spesa e sulla politica dei rinviì, pensando che le risorse delle royalties del petrolio avrebbero potuto garantire la spesa corrente come storicamente strutturata ma attualmente non più sostenibile.
Questo il quadro, una regione sempre più in declino: la mancata parifica di bilancio che si prospetta anche per il 2016 da parte della Corte dei Conti , una spesa corrente che non riesce più a coprire i costi dei servizi pubblici, basti pensare al sistema trasporti regionale, e soprattutto una pratica politica caratterizzata dall’utilizzo delle risorse a pioggia che metterà a serio rischio la tenuta economica. occorre un radicale cambiamento nella programmazione delle risorse pubbliche  per  cambiare il ciclo degli investimenti  per determinare  le condizioni di uno sviluppo che crei lavoro e sappia cogliere la sfida dell’innovazione”.

Enrico Gambardella, Segretario Regionale Cisl Basilicata

Il 2018 rischia di essere un anno di transizione per effetto dell’intenso calendario elettorale, nazionale e locale, con il pericolo di rendere impraticabile un confronto sereno tra istituzioni e parti sociali sulle tante emergenze che ancora attendono una risposta. Per quanto ci riguarda la priorità per il nuovo anno non può che essere il lavoro. Il saldo occupazionale, come già ci chiede l’Unione europea, deve diventare il principale indicatore in grado di misurare l’efficacia delle politiche di programmazione dei fondi comunitari regionali.
Il rendimento delle politiche pubbliche – tema per troppo tempo lasciato agli addetti ai lavori – deve diventare il punto di caduta di un nuovo modello di governance, aperto, partecipato e inclusivo. Oggi non basta saper spendere: occorre farlo generando ricadute concrete e misurabili sul benessere dei cittadini. Nel 2018 arriveranno al pettine i nodi che i partiti non sono stati capaci di sciogliere in questa legislatura regionale, che pure aveva esordito sotto ben altri auspici.
Bisognerà dare un risposta ai precari della pubblica amministrazione che guardano con speranza alla riforma Madia; ai lavoratori impegnati nel progetti del reddito minimo d’inserimento e ai tanti, troppi disoccupati; alla domanda di trasparenza che arriva dalle comunità interessate dalle estrazioni petroliere; ai settori produttivi – penso in particolare alle costruzioni – che escono dalla crisi fortemente indeboliti.
Pur in un contesto di inevitabile transizione e fibrillazione politica, il 2018 dovrà essere l’anno in cui costruire un metodo di confronto partecipativo, innovare la logica della programmazione e gettare le basi di un modello di sviluppo equo, sostenibile e innovativo”.

Carmine Vaccaro, Segretario Regionale Uil

Non occorre la sfera di cristallo per prevedere che il 2018 sarà l’ennesimo anno di rincorsa di vertenze, di difesa di posti di lavoro e delle condizioni di vita dei nostri anziani. L’impegno e il lavoro che ci attendono nel nuovo anno non ci spaventano.
Siamo piuttosto preoccupati dalla qualità e dalla quantità delle risposte che istituzioni locali (Regione in primo luogo) e politica riusciranno a mettere in campo, tanto più che la campagna elettorale per la primavera distoglierà nei primi mesi dell’anno l’attenzione sui problemi veri della regione che sono gli stessi dello scorso anno:  disoccupazione, povertà, svolta per la gestione delle royalties del petrolio, nuovi modelli Fca a Melfi, rilancio dell’agro-alimentare, misure per stoppare la fuga dei giovani, azioni per dare futuro ai piccoli comuni.
C’è, innanzitutto, da fare ancora molto per la buona e stabile occupazione e le politiche da attivare ormai sono note. Occorrono, anche per il prossimo anno, interventi incisivi per dare più certezze occupazionali a lavoratori e disoccupati. Per la Uil il 2018 coincide con le scadenze congressuali confederali e di categoria territoriali e nazionali. Un’occasione di ulteriore impegno ad interrogarci con i lavoratori, i pensionati, i disoccupati, i giovani e le donne su come interpretare al meglio il ruolo da svolgere. Ripartiremo dalle parole del IX Congresso regionale: Mezzogiorno, specialità regionale, moralità, lavoro, territorio, crescita intelligente, giovani, petrolio, donne, pianificazione, governance. Siamo un popolo vitale che deve riprendere la strada dello sviluppo ricreando uno spirito di comunità e di cooperazione solidale.
Le parole ispirate di De Rita (Censis) restano per noi una bussola preziosissima: “non si riaccende la fiamma dei desideri senza interpretarli, senza individuare un orizzonte condiviso, senza riscoprire il fascino di un sogno collettivo”. E noi sognatori incalliti non smetteremo di sognare neanche nel 2018″.