Inquinata la falda acquifera all’Itrec di Rotondella

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Scattato l’allarme dopo i risultati delle indagini condotte dall’Arpab, si corre ai ripari: nei prossimi giorni sarà convocata una riunione con Sogin, società alla quale è affidato il compito dello smantellamento dell’impianti, e degli enti direttamente interessati alla tutela ambientale dell’area.
A preoccupare è quanto emerge dalla relazione dell’Agenzia regionale per la tutela ambientale, che ha confermato la presenza nella falda acquifera sottostante l’impianto Itrec di cromo esavalente, trielina ed altre sostanze cancerogene.
Le indagini dell’Arpab, estese anche alle aree limitrofe all’Itrec, sono state avviate dopo che nel 2015 la Sogin segnalò la presenza di sostanze pericolose.
Sogin che ora dovrà effettuare tutti gli interventi necessari per contenere l’inquinamento e chiarire le cause che l’hanno provocato.

Intanto sulla vicenda Itrec interviene  il Vice Presidente del Consiglio Regionale Paolo Casteluccio. “Troppo facile per l’Arpab scaricare sulla Provincia di Matera compiti e funzioni di controllo sull’Itrec di Rotondella dopo aver confermato che l’allarme di contaminazione delle sorgenti è più che reale e serio.
“Le notizie diffuse dalla stessa Sogin che dovrebbe anch’essa non limitarsi a segnalazioni – afferma  Castelluccio – aprono un nuovo fronte dell’emergenza ambientale in Basilicata oltre a quello storico segnato dall’attività petrolifera in Val d’Agri e del Centro Cova di Viggiano.
Anche per la comunità di Rotondella e del Metapontino come per quelle della Val d’Agri è necessario fare chiarezza perché il ‘tavolo trasparenza sito scorie nucleari’ insediato già da tempo presso la Presidenza della Giunta regionale per monitorare la complessa e troppo lunga fase di smantellamento del deposito dei fusti radioattivi custoditi a Rotondella non può limitarsi ad incontri periodici e scientifici senza affrontare i problemi concreti che si ripercuotono direttamente sui cittadini e le attività produttive, in primo luogo quelle agricole”.
“Non si sottovalutino – prosegue Castelluccio – gli effetti devastanti che si potrebbero scaricare sulle produzioni agricole di qualità dell’agro di Rotondella che già in passato ha subito penalizzazioni sino ad autentici ‘respingimenti’ dei mercati. Parliamo di albicocche, pesche, fragole, produzioni ortofrutticole di grande pregio.
Per questo  – conclude Castelluccio – è incomprensibile il comportamento dell’Arpab che si limita a fornire prescrizioni per mettere in sicurezza la “migrazione” del Cromo VI all’esterno dell’immobile Enea a Rotondella, fingendo di non sapere che la Provincia di Matera non ha strumenti, mezzi, personale, fondi adeguati e che fatica persino a garantire i servizi essenziali da erogare ai cittadini”.

“La situazione – sottolinea il vice presidente del Consiglio regionale – ha toccato aspetti che non consentono lo scaricabarile di responsabilità e richiedono la definizione dei compiti di controllo che chiamano in causa direttamente anche il Dipartimento Ambiente della Regione, il Governo regionale e quello nazionale”.