Sui rifiuti radioattivi percorso comune per presentare proposte al Mise

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L’assessore all’Ambiente della Regione Basilicata Francesco Pietrantuono ha incontrato  associazioni e comitati impegnati a vario titolo nella difesa del territorio per annunciare l’avvio da parte del Mise (Ministero Sviluppo Economico) delle consultazioni nell’ambito della Valutazione ambientale strategica (Vas) per il Programma Nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito.
“Il termine – ha spiegato l’assessore – per presentare pareri ed osservazioni, da parte di cittadini, associazioni ed istituzioni, scade il prossimo 13 settembre. Tempi ristretti nei quali la Regione Basilicata vuole provare a costruire, in sinergia con associazioni e società civile, una posizione di netta contrarietà all’individuazione del nostro territorio come sede di deposito unico (temporaneo o geologico) delle scorie nucleari. Posizione che – ha precisato – al di là delle valutazioni politiche dovrà basarsi su fondate osservazioni tecniche da formulare insieme”.
Il Programma Nazionale si articola in 10 punti e prevede, fra l’altro, la dismissione degli impianti nucleari fermi da decenni, come l’Itrec di Rotondella, l’aggiornamento dell’inventario nazionale dei quantitativi di rifiuti radioattivi e l’individuazione e localizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito. Individuazione che – si legge nel programma- verrà fatta sulla base dei criteri predisposti dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) nella relativa guida tecnica. “Per il territorio lucano – ha aggiunto Pietrantuono – la Valutazione ambientale strategica offre dunque anche l’opportunità di presentare osservazioni tecniche rispetto ai criteri individuati”.

Il metodo di lavoro proposto dall’assessore è stato condiviso e apprezzato dalle associazioni presenti.
Pur sottolineando la mancata partecipazione della Regione nella fase preliminare della Vas, Pasquale Stigliani, portavoce di “ScanZiamo le Scorie”, ha evidenziato la positività del cambio di rotta ed ha proposto, anche con il coinvolgimento del Tavolo della Trasparenza, la presentazione di un unico documento da parte dell’intero territorio lucano che ribadisca il NO al deposito di scorie già affermato nella famosa protesta di Scanzano.
Sulla stessa lunghezza d’onda Travaglini del coordinamento “No Triv” di Brindisi di Montagna, Luigi Agresti di Wwf Basilicata e Ronfano del Coordinamento regionale acqua pubblica.
Alla fine di agosto si terrà un altro incontro operativo con Arpab e associazioni, allargato a cittadini, sindaci ed operatori vari, per fare il punto della situazione in vista della presentazione delle osservazioni.