L’indagine riguarda presunte ipotesi di falso ideologico, inquinamento ambientale e violazioni della normativa sulle aree protette, che secondo gli inquirenti sarebbero state commesse durante la redazione del progetto. La vicenda è nata però dalla denuncia di alcune associazioni ambientaliste che avevano chiesto chiarimenti in merito al taglio di circa mille faggi che secondo Legambiente e il wwf hanno causato un danno all’ecosistema della zona tra l’altro sottoposta a vincolo ambientale. Per i responsabili del progetto d’inverso si trattava di sbancamenti necessari per permettere la creazione di parcheggi e lo spazio per la seggiovia.

