Erano state le opposizioni di centro sinistra a chiedere la convocazione di una seduta straordinaria del Consiglio regionale di Basilicata in merito alla decisione della Giunta di prevedere il pagamento di 2.50 euro per alcuni tipi di ricette. Un provvedimento, avevano spiegato dall’esecutivo lucano, necessario per rientrare nei vincoli finanziari richiesti dal ministero dopo il superamento del tetto di spesa farmaceutica. La data fissata per la convocazione dell’assise era stata quella del 18 settembre ma per impedimenti del governatore Bardi l’assemblea è stata rinviata.
Dibattito rinviato ma tema sempre più attuale, infatti la decisione aveva causato immediate reazioni con i sindacati su tutti critici sia nel merito che sul metodo adottato. Posizione condivisa anche dai partiti di centro sinistra che prima avevano manifestato al fianco delle parti sociali davanti la sede dell’ente in via Anzio per poi incontrarle in una riunione a distanza di qualche giorno.
Proprio la mancata condivisione della scelta su un tema così sensibile per i cittadini aveva alimentato le polemiche con la richiesta congiunta di consiglieri di minoranza e sindacati di ritiro immediato della misura.
Dopo le insistenti sollecitazioni l’assessore Latronico durante un incontro con i giornalisti aveva spiegato i dettagli del provvedimento, definendolo un atto necessario ma che non interessa un’ampia platea di cittadini. Infatti aveva evidenziato l’assessore la quota non sarà dovuta da chi è affetto da determinate patologie, dagli invalidi e dagli esenti secondo determinate fasce di reddito.
Latronico proprio alla vigila del Consiglio straordinario poi rinviato ha incontrato i sindacati, una riunione che non ha allentato le tensioni ed infatti in una nota congiunta Cgil, Cisl e Uil hanno ribadito la loro posizione confermando la richiesta di ritiro della misura chiedendo inoltre più investimenti nella sanità pubblica, riduzione delle liste di attesa, tutela dei presidi sanitari nelle aree interne e maggiore efficienza della medicina di prossimità.
Intanto le Consigliere e i consiglieri di minoranza, Alessia Araneo, Antonio Bochicchio, Angelo Chiorazzo, Roberto Cifarelli, Piero Lacorazza, Piero Marrese, Viviana Verri e Giovanni Vizziello con una nota hanno parlato di un centrodestra in difficoltà e diviso.
“Mentre dal prossimo primo ottobre i lucani pagheranno il ticket aggiuntivo di 2,5 Euro a ricetta, il Consiglio Regionale che doveva discutere di questo e altri problemi della Sanità – come da richiesta del centrosinistra – viene rinviato perché governo Bardi e maggioranza, divisa, sono difficoltà; l’assessore Latronico ha fatto male i conti e a pagare dovrebbero essere i cittadini”, hanno scritto in una nota.
“Il rinvio del Consiglio, richiesto appunto dalla maggioranza – hanno aggiunto – non è irrispettoso solo nei confronti delle Istituzioni, ma soprattutto verso le cittadine e i cittadini a cui dovrebbe essere chiesto un sacrificio straordinario.
In ordine, abbiamo chiesto il ritiro della delibera, l’immediata convocazione delle parti sociali bellamente ignorate dall’Assessore e il consiglio regionale straordinario.
Ieri si è svolto l’incontro con CGIL, CISL e UIL, insieme alle categorie dei pensionati e della funzione pubblica; ma oggi la maggioranza di centrodestra non si presenta in Consiglio, rinvia la discussione, rinvia le risposte alle lucane e ai lucani.
Per questo e con più forza torniamo a chiedere il ritiro immediato del provvedimento. Non è giusto che i lucani paghino il conto di errori e di scelte improntate all’amichettismo e alle filiere corte che hanno contraddistinto la gestione dell’assessore Latronico della Sanità lucana, ma se proprio dovesse essere necessario chiedere un ulteriore sacrificio per rimediare ai danni oramai fatti, bisogna farlo sulla base di dati e progetti chiari. L’assessore Latronico venga in aula a dire la verità sui conti della Sanità.
Mettere le mani nelle tasche di persone che sempre più rinunciano a curarsi per problemi economici senza dare spiegazioni e senza che ci siano reali prospettive di miglioramento di un servizio essenziale è intollerabile.
Si revochi oggi stesso la delibera, si apra la discussione in Aula, si porti avanti il confronto anche con le forze sociali, che sono state riconvocate per il 24, e solo dopo si decida in modo trasparente e partecipato come gestire una vicenda vitale per i lucani.
Se il centrodestra, poi, è impreparato alla sfida, lo dichiari ancora prima”, hanno concluso.

